Il Tirreno

Lucca

Arti e Mestieri non si farà da parte

Arti e Mestieri non si farà da parte

Presa di posizione dopo il “no” alla vendita dei loro manufatti nella casermetta

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LUCCA. Non hanno alcuna intenzione di «farsi da parte in punta di piedi» e anzi, faranno tutto quanto è in loro potere perché sia rispettato l’esito del bando di assegnazione delle casermette. A parlare è l’associazione Lucca Arte e Mestieri, assegnataria della casermetta San Frediano, che interviene dopo il caos scoppiato a causa del “no” alla vendita dei loro manufatti all’interno del locale. «Siamo esterrefatti e ci domandiamo in che paese viviamo - scrive Arti e Mestieri - in un paese civile e democratico, quando un'associazione, che da 28 anni è attiva nella realtà lucchese, scrive ufficialmente via Pec il 5 di gennaio 2016, una lettera di richiesta di chiarimenti, dopo aver vinto, con un progetto di qualità, un bando pubblico, si attenderebbe una risposta che a oggi, dopo più di un mese, non è ancora pervenuta. I destinatari di questa nostra richiesta di chiarimenti sono il presidente dell'Opera delle Mura, il sindaco e l'assessore di riferimento, che hanno il dovere civico di rispondere, se non direttamente, almeno attraverso i propri uffici e comunque prima di estrometterci pubblicamente, tramite stampa, dall'assegnazione».

Ciò che si chiede l’associazione è come mai il loro progetto sia stato valutato positivamente anche se avevano specificato che «le opere artistiche esposte nella mostra sono di proprietà di ogni singolo socio e sono affidate all'associazione in conto dimostrazione e vendita nel rispetto delle normative vigenti». Inoltre, stando a quanto precisa l’associazione, «il regolamento d'uso delle Mura urbane, a cui fa riferimento il bando, elenca le attività permesse negli spazi concessi e nella lettera C si dice che sono previste anche le attività commerciali e promozionali purchè compatibili con il decoro dei luoghi». Tra le contestazioni poi anche quella che riguarda il contratto il quale, secondo l’associazione «è diverso da quello allegato al bando».

«Il nostro - conclude la nota di Arti e Mestieri - non può essere considerato un progetto commerciale perché è largamente preminente il suo valore culturale, sociale e artistico e soprattutto, perché permette di trasmettere alle nuove generazioni del presente, le tradizioni del passato, per non disperderle e per farle vivere non solo come memoria storica ma come pratica viva che valorizza l'ingegno e la creatività umana».

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