Sicurezza
Non paga il conto e porta via la chiave della stanza d’hotel
A giudizio un cliente dell’albergo che per oltre venti giorni usufruì della pensione completa senza saldare le spettanze
GHIVIZZANO. Una vacanza in albergo senza tirar fuori un euro. Dal 6 al 31 maggio dello scorso una persona, con piccoli precedenti specifici, ha alloggiato alla «Locanda delle Pianacce» che costituisce, assieme a «La Cantina delle Pianacce» una delle più antiche costruzioni di Ghivizzano. Un albergo con quattro camere ispirate alle poesie di Giovanni Pascoli e dotate di ingresso indipendente con tv satellitare, connessione WiFi gratuita, parcheggio privato.
Citazione a giudizio. Nei guai è finito Michele Pellegrinetti, 38 anni, di Camaiore, citato a giudizio dalla procura della Repubblica per insolvenza fraudolenta e furto. Stando all’accusa individuato l’albergo, che dista meno di cinque minuti dalla stazione ferroviaria di Ghivizzano, l’uomo si è presentato alla reception chiedendo di trascorrere un periodo di tempo nell’albergo.
Venticinque giorni di relax. Giunto al termine del mese di maggio ha pensato di bene di tagliare la corda e non pagare la parte del conto: 600 euro. Non solo, si è portato dietro pure la chiave della stanza d’hotel che aveva utilizzato. Ma ha commesso un errore. Ha lasciato in portineria la sua carta d’identità.
La denuncia. Così, dopo aver invano chiesto le spettanze, chi gestisce la Locanda delle Pianacce si è rivolto alla forze dell’ordine per presentare denuncia nei confronti di Pellegrinetti. L’accusa: insolvenza fraudolenta e furto.
I precedenti. Episodi simili si contano numerosi in Lucchesia. Tre anni fa una persona, fingendosi di essere un facoltoso imprenditore, aveva rifilato al gestore di un bed and breakfast a Borgo a Mozzano la classifca «sola» soggiornando per 5 mesi e 12 giorni nella suite senza tirar fuori un euro. E allafine, individuato e denunciato, se l’era cavata con 9 mesi di reclusione per insolvenza fraudolenta oltre al risarcimento di 6mila euro alla parte civile. Oppure il «rigatino« rifilato da un cinquantenne milanese che fingendosi titolare di un ristorante londinese aveva preso in affitto un appartamento n via Fillungo senza poi tirar fuori un euro. Per lui condanna a 5 mesi e risarcimento di 13mila euro. Ma quei soldi poi chi li ha mai visti?
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