Sicurezza
Allarme per i vaccini in arrivo 8mila dosi
Ambulatori affollati, lunghe code e razionamenti
LUCCA. L’allarme meningite spinge l’Asl a correre ai ripari: per febbraio richieste 8mila dosi di vaccino all’Estav. Il centro regionale che si occupa della distribuzione dei farmaci nelle varie aziende sanitarie ha dato l’ok, ma le dosi non sono ancora arrivate e in questi giorni gli ambulatori sono costretti a razionare quelle rimaste.
Il panico scatenato dai recenti casi di meningite in Toscana ha dato un nuovo impulso alla campagna di prevenzione, creando però qualche problema agli ambulatori in cui viene somministrato il prezioso siero. «Le quantità di vaccino vengono ordinate mese per mese – spiega il dottor Alberto Tomasi, responsabile del dipartimento della Prevenzione – Visto che a fine 2015 la campagna aveva un po’ rallentato i ritmi, per gennaio avevamo chiesto solo 1.500-2.000 dosi. I casi delle ultime settimane hanno cambiato lo scenario: in questi giorni sono venute circa 1.800 persone, senza contare quelle che sono andate dai medici di famiglia. Siamo stati costretti a razionare le dosi per non trovarci sprovvisti: ieri a Campo di Marte ne abbiamo fatti 180, oggi un altro centinaio». Così, quando in sala d’attesa ci sono persone in numero superiore a quello delle dosi, le infermiere informano che non tutti potranno essere vaccinati e che quindi occorre ritornare. Era già successo nelle scorse settimane, poi erano arrivate altre dosi e si era riusciti a risolvere il problema. Gli ambulatori sono riusciti ad andare avanti sino a ora anche grazie alle dosi accumulate nei mesi precedenti (il vaccino scade solo dopo due anni, ndr), per cui non ci sono stati particolari problemi. Ma se le 8mila dosi ordinate all’Estav per febbraio non arriveranno presto, potrebbero esserci problemi ben più seri. A quanto pare c’è una certa lentezza nella consegna da parte dell’azienda farmaceutica produttrice: bisogna considerare che nelle ultime settimane la Regione ha allargato a Livorno e Grosseto la campagna di vaccinazione gratuita per gli under 45. In totale si parla di circa 400mila dosi disponibili, ma se la febbre da meningite sale, non è detto che siano sufficienti.
«Al momento la situazione è sotto controllo – spiega Tomasi – Ci hanno garantito dal centro regionale che avremo presto le dosi richieste. Aspettiamo e per ora andiamo avanti con quelle rimaste».
Al momento le persone vaccinate in Lucchesia nel corso della campagna di prevenzione sono circa 17mila (il 55% sono giovani). A queste vanno aggiunti i bambini: dal 2006 i nuovi nati sono vaccinati contro il meningococco di tipo B e dal 2014 anche contro il C. Ogni anno vengono fatte circa 1.800 iniezioni, che corrispondono a circa l’85% dei neonati. In totale, dunque, sui circa 220mila utenti dell’Asl, le persone “protette” contro il temuto batterio rappresentano ancora una percentuale molto bassa: tra il 10 e il 20%. «Ma occorre ricordare che i soggetti a rischio sono soprattutto i giovani – conclude Tomasi – E in questa fascia di età la percentuale di copertura è assai più alta. Ripeto, noi vacciniamo tutti quelli che si presentano, ma non c’è motivo di farsi prendere dal panico, la priorità va ai ragazzi: se vacciniamo loro, il meningococco lo combattiamo meglio».
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