Il Tirreno

Lucca

Le cooperative dichiarano guerra all’Inps

di Flavia Barsotti
Le cooperative dichiarano guerra all’Inps

Soci iscritti alla gestione previdenziale dei lavoratori subordinati: le contribuzioni sono aumentate

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LUCCA. Almeno 200 cooperative attive nella provincia di Lucca per una media di 1600 soci coinvolti nella questione che mette a rischio altrettanti posti di lavoro.

Sono numeri che fanno parlare, quelli legati alla decisione dell’Inps del febbraio 2014 di bloccare l’iscrizione dei soci di cooperativa alla gestione lavoratori autonomi e artigiani in favore di quella dei lavoratori subordinati con un enorme aggravio di contributi, in molti casi non sostenibili dalle società.

Una questione che, immediatamente, ha dato il via a una serie di procedimenti legali, ancora pendenti dinanzi alla sezione lavoro del Tribunale di Lucca. In un primo momento, infatti, l’ente della previdenza sociale aveva anche comunicato di voler cancellare dalla gestione lavoratori autonomi e artigiani, i soci di società cooperativa: in questo modo, non accettando i nuovi iscritti ed eliminando quelli vecchi.

Una disposizione che, dopo appena due mesi, l’Inps ha in parte sospeso, senza però fare retromarcia sulla decisione di bloccare l’iscrizione dei nuovi soci di cooperativa alla gestione lavoratori autonomi e artigiani, orientamento seguito ancora oggi.

Una scelta, questa, che ha reso le cooperative protagoniste di azioni giudiziarie promosse dallo studio legale Andreucci, tramutatesi già in due ordinanze emesse il 13 novembre 2015 e il 14 gennaio 2016 che hanno dato torto all'ente previdenziale, in primo e in secondo grado, dando il via ad una serie di riunioni e di incontri con le amministrazioni locali.

Il fine, non ancora raggiunto, è quello di convincere l’Inps di Lucca a realizzare una nuova analisi della situazione, alla luce di quanto emerso dopo la decisione del giudice e a fronte di quanto riportato nella legge di Stabilità del 2016.

«L’impatto sociale che l’ accoglimento delle richieste dell’Inps potrebbe avere, è spaventoso - dicono da ConfCooper Service, l’associazione che da subito si è attivata a tutela delle cooperative artigiane e dei soci lavoratori –; a farne le spese saranno le persone, le famiglie e l’intero tessuto produttivo del territorio. La linea seguita dall'Inps mette a dura prova il lavoro di molti e tutto il sistema».

Il caso è arrivato fino a Roma, quando due dirigenti di ConfCooper Service, hanno chiesto e ottenuto, grazie all'intervento del senatore Andrea Marcucci, un’audizione presso la Commissione Lavoro del Senato dove è stata affrontata la questione.

«Dopo il 2001 – spiegano il presidente di ConfCooper Service, Roberto Guidotti e il responsabile tecnico dell’ufficio, Andrea Breschi – si applica la legge 142 del 2001 secondo cui, per le cooperative, è possibile ricorrere a qualunque tipo di inquadramento lavorativo riconosciuto dalla normativa italiana, purché previsto dal regolamento interno delle cooperative stesse». Una situazione paradossale, secondo ConfCooper Service, che mette a repentaglio una fetta importante dell’economia lucchese. «Per questo – spiegano – stiamo andando avanti e arriveremo a chiedere un incontro con il presidente della Regione Enrico Rossi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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