Italia
Vocazioni in crescita, il seminario s’affolla
In sedici studiano nell’ex monastero di Monte San Quirico. Rito in cattedrale per l’ammissione agli ordini sacri
LUCCA. Damiano Bacciri di Cerretoli e Giancarlo Del Carlo di Porcari sono reduci da una grande gioia: nemmeno quarantotto ore fa, i due seminaristi sono stati finalmente ammessi agli ordini sacri.
Il rito di ammissione si è svolto in cattedrale: si tratta di una cerimonia che viene fatta per sancire un cammino di vocazione, per suggellare l’autenticità della “chiamata” del Signore e non viene celebrata prima del terzo anno di studio dei seminaristi. In particolare, per Damiano e Giancarlo, è arrivato al quinto anno di un percorso in seminario che ne comprende almeno otto.
Damiano, Giancarlo e tutt gli altri. Il seminario di Monte San Quirico negli ultimi tempi si è ripopolato di giovani uomini (età media fino a quanrant’anni) che diventeranno i sacerdoti di domani. Ognuno con una storia diversa dietro di sé. Per la diocesi di Lucca, che come la maggioranza delle diocesi vive un periodo difficile per la diminuzione di sacerdoti, almeno in prospettiva è un segnale di conforto.
Al momento nel seminario vivono e studiano sedici seminaristi. «Nove provengono dal territorio provinciale di Lucca, cinque dalla diocesi di Pescia (che comprende anche Altopascio e Montecarlo, ndr) e due dal Rwanda - spiega don Riccardo Micheli, vice rettore del seminario di Monte San Quirico -. A fronte di una perdita di dieci-dodici sacerdoti ogni anno - continua don Riccardo - è un segnale positivo. È già in corso un processo di riorganizzazione della diocesi».
Al momento i seminaristi di San Quirico sono come detto sedici: un numero quasi raddoppiato rispetto anche a un paio di anni fa. I loro nomi, come si apprende dall’elenco pubblicato sul sito del seminario sono Michele Fabbrini, Giovanni Michelotti, Gabriele Di Blasi, Giancarlo Del Carlo, Damiano Bacciri, Francesco Parello, Francesco Picchi, Luigi Angelini, Michele Tambellini, Revocat, Dieudonné, Giovanni Pasquinelli, Fra Daniele Maria Soletti, Gianluca Diolaiuti, Marco Paoli, Massimo Genovesi. Il seminario è guidato dal rettore don Luca Adinolfi, il vice don Riccardo Micheli e monsignor Alberto Brugioni.
La riorganizzazione. Intanto la diocesi continua il piano di riorganizzazione avviato. Allo stato attuale le parrocchie che insistono nel perimetro del centro storico sono tutte guidate da don Lucio Malanca. Non la cattedrale, la chiesa maggiore e chiesa madre di Lucca, «il segno della presenza del vescovo», come viene definita. La cattedrale è guidata dal rettore, monsignor Mauro Lucchesi.
I numeri. Il territorio della diocesi di Lucca si estende su tutto il territorio provinciale con esclusione dei Comuni di Barga, Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi, Altopascio (scluso Badia Pozzeveri), Stazzema, (esclusi Arni e Palagnana). Comprede anche parte del Comune di Pescia. Si estende su una superficie di 1.520 chilometri quadrati, con 319.514 abitanti, 142 sacerdoti e 18 diaconi permanenti. Nel territorio della diocesi di Lucca sono presenti 364 parrocchie suddivise in undici zone pastorali e 74 unità pastorali. Le zone pastorali sono quella urbana (con undici parrocchie), quella suburbana (con ventidue)), quella di Moriano (venticinque parrocchie), della Valfreddana (con Ventidue), la suburbana II (con ventiquattro parrocchie), la suburbaba III (diciotto), di Segromigno - Villa Basilica Valleriana (ventiquattro parrocchie), della Garfagbaba (centosette), della Val di Serchio (cinquantanove parrocchie), di Camaiore Massarosa (trentaquattro), di Viareggio (quattordici parrocchie).
Barbara Antoni
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