Attenzione
Smog da record, si spengono i caminetti
Eguagliato il record di sforamenti di inizio 2015, nel mirino di Lucca e dei Comuni della Piana gli impianti di riscaldamento
LUCCA. L’allarme smog non concede tregua, e il primo limite (quello dei 15 sforamenti nel livello di Pm10) oltre il quale le amministrazioni devono prendere provvedimenti è scattato ieri, nonostante all’appello manchino sei giorni di rilevazioni della principale centralina di rilevamento, quella di via Piaggia a Capannori. Questo perché per far scattare il “contatore” degli sforamenti è sufficiente, in un giorno, che almeno una delle due centraline di riferimento (quella capannorese e quella di San Concordio) superi il livello limite di 50 µg/m³, cosa che si è appunto verificata ieri.
Insomma, complice una situazione meteo analoga, ci manteniamo in linea con i dati già pessimi di inizio 2015, quando alla fine di gennaio si registrarono 16 sforamenti. Sembrava un record, ma è stato praticamente eguagliato.
Da qui i primi provvedimenti, che si traducono in uno stop ai caminetti, e non solo.
I provvedimenti sino rappresentati da due diverse ordinanze che i Comuni di Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo hanno emanato in base al Pac (il Piano di azioni comunale) approvato congiuntamente lo scorso dicembre. Due provvedimenti diversi per caratteristiche, uno urgente e di durata limitata, l'altro di tipo strutturale e di durata illimitata nel tempo, per agire su quella che viene considerata una delle principali concause dell'inquinamento atmosferico nella piana di Lucca, ossia il riscaldamento degli edifici.
La prima ordinanza vieta per dieci giorni, a partire da oggi, l'accensione di impianti di riscaldamento domestico alimentati a biomassa, ossia caminetti e stufe, nel caso in cui questi non siano l'unica fonte di riscaldamento presente nell'abitazione. In particolare il divieto riguarda i caminetti aperti, ma anche quelli chiusi (termocamini) e ogni altro apparecchio che non garantisca un rendimento energetico adeguato (pari o maggiore al 63%) con basse emissioni di carbonio (uguali o minori allo 0,05%). Vengono invece escluse dall'ordinanza le stufe a pellet. Il divieto resterà in vigore per 10 giorni, fino a sabato 13 febbraio compreso. La seconda ordinanza introduce invece un provvedimento a più lungo termine, sempre in tema di riscaldamento domestico. Le cinque amministrazioni comunali, in attesa di modificare i rispettivi regolamenti edilizi sulla base delle indicazioni fissate nel nuovo Pac, stabiliscono infatti che nel caso di nuova installazione o anche di ristrutturazione dell'impianto termico (intendendo con ristrutturazione un insieme di opere che comportano la modifica sostanziale dei sistemi di produzione, distribuzione ed emissione del calore) i cittadini non potranno più installare impianti termici alimentati a gasolio o da qualsiasi altro olio combustibile.
Luigi Spinosi
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