Il Tirreno

Lucca

Morte di Gianneschi, indagini in corso

Morte di Gianneschi, indagini in corso

Sopralluoghi su un cantiere vicino al luogo del sinistro. È ancora caccia al ciclomotore rosso

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. La polizia municipale di Altopascio delegata dal sostituto procuratore Elena Leone prosegue negli accertamenti per dare un volto e un nome al pirata della strada che ormai due settimane fa ha investito e ucciso Mauro Ruffo Gianneschi, 84 anni, ex corridore professionista ai tempi di Coppi e Bartali e vincitore nel 1954 di una tappa al Giro d'Italia (Cesenatico-Abetone). Oltre all’acquisizione della cartella clinica i vigili urbani hanno effettuato una ricognizione sui dipendenti di un cantiere stradale che lavorano nella zona. Il motivo? Il pirata della strada che ha investito e ucciso l’ex ciclista indossava un giubbotto arancio-rosso catarifrangente come quello in uso agli operai di quella ditta. Sono stati controllati sia gli orari d’ingresso e di uscita, sia i mezzi utilizzati. Ma non è emerso nulla. E gli inquirenti escludono che l’investitore possa lavorare in quel cantiere. Le uniche immagini di quello scooter rosso sono immortalate in quell’unica telecamera in località Chimenti di Spianate a poche centinaia di metri dalla casa di Gianneschi che alle 19 stava attraversando la strada. Da quel momento quello scooter sparisce da qualsiasi monitor nel territorio di Altopascio. Il lavoro del vice comandante Italo Pellegrini prosegue senza sosta, ma il tempo non gioca a favore degli inquirenti e il rischio è che tra un paio di mesi il caso venga chiuso e resti irrisolto. Sarebbe davvero una beffa per una persona mite e modesta come «Lo Scoiattolo», affettuoso soprannome con cui il mondo del ciclismo aveva battezzato Gianneschi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa