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Lucca

La procura acquisisce documenti alla Metro

La procura acquisisce documenti alla Metro

Nell’inchiesta sul comandante dei vigili urbani, i carabinieri della pg fanno visita all’ufficio permessi

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LUCCA. Nuova acquisizione della procura della Repubblica all’ufficio permessi della Metro in via delle Città Gemelle a S. Anna. Ieri mattina negli uffici di Luccaport si sono presentati i carabinieri della polizia giudiziaria delegati dal procuratore facente funzioni Fabio Origlio e hanno chiesto atti e documenti legati alla concessione dei permessi richiesti dalla polizia municipale e in particolare dal comandante Stefano Carmignani, oggetto dell’indagine e degli accertamenti della procura della Repubblica. «Abbiamo consegnato tutti i documenti che la polizia giudiziaria ci ha richiesto» si limita a dire l’amministratore unico di Metro srl, Luca Cesaretti. La Metro, il cui socio unico è il comune di Lucca attraverso Lucca Holding spa, rilascia i permessi. Gli inquirenti vogliono capire se sono state commesse irregolarità nelle procedure e se i proprietari di certe auto transitate nella zona a traffico limitato avevano o meno il diritto di poter ottenere il permesso. Ci sono sospetti infatti su alcune vetture - in particolare auto di cortesia - che hanno passato i varchi senza che siano state trasmesse sanzioni amministrative.

Nessun indagato. Tutta la documentazione si trova adesso in possesso della polizia giudiziaria dei carabinieri che nei prossimi giorni effettuerà i riscontri necessari. Al momento, lo ripetiamo ancora una volta, non ci sono indagati. E quindi nemmeno capi d’imputazione. Logicamente nel caso in cui emergessero profili di responsabilità penale trattandosi di pubblici ufficiali i reati ipotizzabili sarebbero quelli classici relativi alla pubblica amministrazione: abuso d’ufficio, omissioni d’atti d’ufficio, peculato d’uso, falso in atto pubblico, ecc. Ma ad oggi non ci sono riscontri. Gli investigatori quindi proseguono nei loro riscontri cartacei.

Esposti e lotte intestine. Inutile girarci intorno. L’indagine della magistratura è il frutto di veleni interni al comando di piazzale San Donato. Ci sarebbero almeno 5-6 vigili urbani che avrebbero manifestato, per scritto o a voce, disagi e contrarietà nell’atteggiamento tenuto dall’ufficiale comandante che nell’ottobre 2014 ha superato il concorso a cui avevano partecipato 20 candidati e soltanto 7 furono ammessi. Non è da escludere che almeno uno dei concorrenti con esperienza e titoli superiori rispetto al vincitore possa aver presentato un esposto alla procura della Repubblica.

Centinaia di documenti al vaglio.Dalla timbratura dei cartellini di presenza in servizio del comandante agli atti relativi alle sue missioni fuori sede e i rimborsi dovuti sino ai provvedimenti presi da Carmignani per la revisione di stipendi nei confronti di alcuni agenti. Questi gli elementi di maggior interesse su cui ruota l’indagine. Tra una decina di giorni ne sapremo di più.

Luca Tronchetti

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