Il dolore
Addio a Danilo Donnini, per 40 anni curò l’orto botanico
LUCCA. Per 40 anni si è preso cura dell’orto botanico oltre a essersi occupato, in qualità di responsabile, del restauro di alcuni dei monumenti più importanti della città come la Torre Guinigi e la...
LUCCA. Per 40 anni si è preso cura dell’orto botanico oltre a essersi occupato, in qualità di responsabile, del restauro di alcuni dei monumenti più importanti della città come la Torre Guinigi e la Torre delle Ore ma anche di altri palazzi storici lucchesi. Si è spento ieri, all’età di 86 anni, Danilo Donnini, dipendente del Comune fino al 1998 che da tempo lottava contro una malattia che alla fine non gli ha lasciato scampo. Uomo dai mille interessi, per tanti anni è stato un punto di riferimento per la città e le sue istituzioni. E sono in molti, nel giorno della sua scomparsa, a ricordarlo. A cominciare dall’archivio fotografico lucchese del Comune di Lucca per il quale Danilo Donnini, appassionato di fotografia, è stato fondamentale. «La sua storia personale e il suo percorso professionale - dichiarano dall’archivio - hanno accompagnato prima la fondazione poi la crescita dell’archivio. Dal 1992 fino al gennaio del 2015, in qualità di geometra dell'ufficio tecnico del Comune e come valente, appassionato fotografo, ha realizzato e raccolto 6.000 immagini tra pellicole in rullo, diapositive e stampe che, grazie alle sue donazioni, sono andate ad accrescere il patrimonio dell'archivio fotografico. Questa straordinaria ricchezza è oggi accuratamente custodita nel "Fondo Ufficio Tecnico", ancora in corso di catalogazione, ma ormai consultabile online per il 60%». A ricordarlo è anche Angelo Lippi, già curatore dell’orto botanico di Lucca: «Danilo Donnini è stato funzionario del verde pubblico e dell'orto botanico dagli anni ’60 fino circa alla metà degli anni ’90, raggiunta l'età della pensione. Negli anni ’70, cominciò a operare per il rilancio di questa struttura, lavorando col professor Paolo Emilio Tomei dell'università di Pisa. Importante è il ripristino dell’antica biblioteca e della sistemazione dello storico "semensaio" delle culture lucchesi». Un personaggio timido, ricco di cultura e ironia. Così lo ricorda anche il suo collega architetto Giuseppe Lunardini. «Durante la mia esperienza all'interno del Comune di Lucca, durata circa 16 anni, - racconta Lunardini - ho potuto lavorare al suo fianco per soli cinque anni che però sono stati molto intensi e proficui per la mia formazione professionale e umana». Ricordo commosso anche da parte dell’architetto Gilberto Bedini: «Lui fu il primo riferimento per il completamento del corso di architettura e per i miei primi passi nella professione. Studiava sui documenti, copiosi, dell'archivio di Stato e si appassionava sempre più al suo lavoro trasmettendo anche ad altri il suo entusiasmo e la sua sensibilità Lucca ti è debitrice. Ci mancherai».
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