Sicurezza
Bimbo morto soffocato tre medici a processo
Il piccolo Alessandro, 10 anni, morì nell’ottobre 2012 per una crisi respiratoria Il giudice ha rinviato a giudizio i pediatri che lo visitarono nei giorni precedenti
LUCCA. Sono passati più di 39 mesi dal 25 ottobre 2012, giorno in cui il piccolo Alessandro Favilla, 10 anni, è deceduto in seguito a una crisi respiratoria. Una vicenda dolorosa su cui ieri è stato messo un primo punto fermo: sarà un processo a stabilire le eventuali responsabilità dei medici coinvolti in questa storia. Il giudice Silvia Mugnaini, al termine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio tre persone: si tratta dei pediatri Graziano Vierucci (medico di libera scelta), Elisabetta Spadoni dell’Asl 2, e del pediatra di famiglia Giuseppe Fontana. Saranno processati per l’accusa di concorso in omicidio colposo aggravato da colpa medica. Il dibattimento si aprirà il 7 luglio di fronte al giudice Stefano Billet. Prosciolto da ogni accusa il dottor Marco Montesanti, che non lavora più a Lucca (si è trasferito all’Asl 5 di Pisa): è stato ritenuto estraneo alle accuse. In aula il pm Aldo Ingangi aveva chiesto il proscioglimento di tutti e quattro i medici, ma il giudice ha ritenuto che vi fossero gli estremi per il rinvio a giudizio. Le motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni.
In aula erano presenti anche i genitori di Alessandro, Emanuele e Alessia, assistiti dal legale di parte civile Enrico Marzaduri. Hanno accolto con soddisfazione la decisione del giudice. «Finalmente un passo verso la giustizia – scrivono sulla pagina Facebook del ragazzo – E ora appuntamento al 7 luglio per il processo».
Nel corso delle varie udienze preliminari si sono susseguite perizie e testimonianze tra loro contrastanti. Secondo i legali della famiglia il piccolo Alessandro è morto a causa di una malattia polmonare non diagnosticata con tempestività visto che - stando alla consulenza tecnica redatta dal dottor Roberto Dal Porto - «è mancata una visita pneumologica accurata mediante esecuzione di spirometria». Dall’altra parte, la dottoressa Benedetta Guidi (perito nominato dall’avvocato Francesca Lenzi che difende alcuni medici indagati del pronto soccorso e il pediatra di famiglia), insiste sulla polmonite ab ingestis: l’inalazione involontaria di materiale alimentare - solido o liquido - proveniente dall’apparato digerente. In sostanza, il bimbo sarebbe stato soffocato dal cibo o dal liquido (aveva bevuto del latte caldo) andatogli di traverso.
Nel fascicolo del gup è finita la video intervista al bimbo realizzata il 19 ottobre, appena sei giorni prima della morte. Il piccolo Alessandro, che soffriva di cifoscoliosi (un’incurvatura della schiena) e broncopneumopatia cronica, parla dei suoi problemi di salute e delle peripezie negli ambulatori medici. Ma la cosa che più impressiona è il respiro: affannato, difficoltoso. Un elemento che evidentemente non è passato inosservato. Secondo i genitori quel video testimonia come il processo di infiammazione polmonare che ha portato alla morte di Alessandro fosse già in fase embrionale. Una visita attenta, ritengono i genitori che in quei sei giorni portarono per ben due volte il bambino dai medici, avrebbe potuto salvargli la vita.
La mattina del 25 ottobre 2012, invece, la situazione precipita: Alessandro si sveglia con la tosse e va nel letto dei genitori per farsi coccolare. All’improvviso le sue condizioni si aggravano. Il bimbo si accascia tra le braccia del papà e a nulla serve la folle corsa al Pronto soccorso, dove arriva già morto.
Ora, a 39 mesi da quella tragica giornata, sarà un processo a stabilire la verità. L’iter giudiziario ha avuto un iter piuttosto articolato: inizialmente i medici indagati dalla Procura erano otto. Il sostituto procuratore Fabio Origlio, titolare dell’inchiesta, aveva iscritto nel registro due chirurghi di Roma che avevano operato il ragazzino poco più di un mese prima per la cifoscoliosi, quattro pediatri dell’ospedale di Lucca, un radiologo dell’ex Campo di Marte e un pediatra di famiglia. Per tutti l’ipotesi di reato era di omicidio colposo per colpa medica. La posizione di quattro medici venne poi archiviata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
