Sicurezza
Vandali in azione nell’ex tribunale
Tavoli ribaltati, panche sfasciate e vetri infranti nel salone d’ingresso di palazzo Carrara. Al vaglio i filmati delle telecamere
LUCCA. «Al mio via scatenate l’inferno». Chissà se gli autori del raid vandalico a palazzo Carrara hanno pensato alla celebre battuta del Gladiatore. Di certo hanno combinato un piccolo pandemonio nel salone dell’ex tribunale, tra tavoli ribaltati, vetri infranti e panche sfasciate.
È questa la scena che i dipendenti dello stabile, in cui da anni lavorano i giudici di pace e gli ufficiali giudiziari, si sono trovati davanti ieri mattina, quando sono andati ad aprire il portone. Un quadretto caotico, probabilmente messo in piedi dalla furia distruttrice di ignoti vandali, intrufolatisi nel palazzo per dare libero sfogo alla loro carica di violenza. Sul fatto indagano i carabinieri, che stanno visionando le immagini di una telecamera posizionata su via Carrara. Ma gli occhi elettronici a quanto pare, non riescono a inquadrare l’ingresso del palazzo.
Per fortuna i novelli drughi si sono fermati al salone: le aule dei giudici di pace (al primo piano) non sono state toccate e neppure le stanze degli uffici giudiziari. Volendo i “distruttori” sarebbero potuti arrivare ovunque: nel palazzo ci sono moltissime porte a vetri e sarebbe stato un gioco da ragazzi fracassarle e aprirsi un nuovo viatico. Neppure il distributore automatico di merendine, che si trova nel salone preso di mira, dove solitamente gli avvocati attendono il loro turno per depositare le notifiche giudiziarie, è stato toccato e tantomeno scassinato. Gli autori di questo piccolo macello, dunque, non erano ladri in cerca di qualche spicciolo.
Resta il mistero su come i malintenzionati (ammesso che fossero in più di uno) siano riusciti a entrare nel palazzo: «Gli uffici si sono chiusi sabato prima delle 13 – racconta Concetto De Luca, ufficiale giudiziario che lavora nel palazzo – La porta rimasta aperta? Difficile. La signora che è uscita per ultima si è tirata dietro il pesante portone che affaccia su via Carrara e lo ha chiuso. In quel momento il salone era a posto. È successo tutto dopo».
Su nessun ingresso del palazzo sono stati trovati segni di effrazione e l’intrusione dalle finestre è assai improbabile: sono tutte provviste di inferriate. Non è da escludere, invece, che qualcuno si sia nascosto all’interno dell’ex tribunale e abbia aspettato di rimanere solo per combinare questo piccolo caos. Il portone è di quelli di una volta: ha una serratura con blocco a scorrimento, per cui anche se è chiuso a chiave dall’esterno, da dentro è sempre possibile aprirlo. «Il vero problema è che non ci sono telecamere nel palazzo né una guardia giurata addetta ai controlli – prosegue De Luca – Abbiamo segnalato più volte la questione, ma non sono mai stati presi provvedimenti».
Non è la prima volta che nella zona circostante palazzo Carrara e porta San Pietro si verificano episodi poco piacevoli: dai vetri delle auto infranti, al sellino bruciato della bicicletta di un avvocato, dalle macchine spostate di peso e piazzate in mezzo alla sede stradale sino agli scalini dell’ingresso dello stesso palazzo imbrattati con scritte di vario genere. La scorsa estate qualcuno gettò all’interno del palazzo dei fogli a cui era stato dato fuoco: ci fu un principio di incendio che per fortuna non procurò particolari danni. Da lì la scelta di installare una telecamera su via Carrara. Nella zona spesso stazionano ragazzi dai modi non proprio oxoniènsi. I carabinieri stanno cercando di capire se sono loro i responsabili. Oppure qualcun altro.
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