Sicurezza
Una strettoia dopo il viale e la velocità diventa fatale
L’incidente di domenica ripropone il tema della sicurezza della Mammianese e dell’intero centro abitato di San Salvatore attraversato dalla provinciale
MONTECARLO. Una tragedia dove il fattore umano pare aver giocato un ruolo decisivo, e quando c’è di mezzo quel fattore si può far poco. Ma, lo stesso, il drammatico incidente di domenica a San Salvatore, e in cui ha perso la vita a 45 anni il padre di famiglia Stefan Cozma, solleva più di una perplessità sulla sicurezza di quel tratto di via Mammianese e, allargando la visione, su gran parte della viabilità della zona.
In particolare, restando all’impatto fatale, è proprio quel sottopasso a rappresentare un pericolo, non più solo potenziale dopo la tragedia di domenica. È sostanzialmente un “buco” nella massicciata della ferrovia Lucca-Firenze, dove la carreggiata stretta rende difficoltoso il passaggio contemporaneo di due vetture, se non impossibile quando uno dei due mezzi è particolarmente ingombrante. Per passare da qui serve prudenza e piede dolce sull’acceleratore. Ma a volte sbagliare è facile, complice anche la conformazione della strada. Non tanto per chi arriva dal centro abitato di San Salvatore (in quel caso le auto hanno appena affrontato una curva e, anche volendo, non hanno lo spazio necessario per grandi accelerazioni), quanto piuttosto per chi arriva dalla parte opposta: in quel caso il sottopasso, e relativo restringimento di carreggiata, arriva al termine di un lungo viale, dove – nonostante la segnaletica – si può cadere nell’errore di schiacciare l’acceleratore un po’ troppo. Ma, cosa, preoccupante, all’orizzonte non si intravedono soluzioni. A partire da quella più grossa e “strutturale”, ossia l’allargamento di quel maledetto sottopasso.
Dalla Provincia l’assessore Adolfo del Soldato conferma ciò che è noto, ossia che non è solo una questione di risorse (che comunque sono quelle che sono), ma soprattutto di competenze: intervenire lì spetta solo a Ferrovie dello Stato. E un intervento, seppur in prospettiva futura, è effettivamente previsto sull’intera linea ferroviaria, con il raddoppio della stessa. Ma questo non dovrebbe cambiare nulla in questo specifico caso, dal momento che in quel punto la linea ferroviaria è già doppia, e, quindi, non dovrebbe esserci la necessità di intervenire sul sottopasso (magari cogliendo l’occasione per ampliarne la luce).
Resta solo la strada dei correttivi: per la stessa via Mammianese e, più in generale, per diversi punti della provinciale. Ma il problema, in questo caso, sta proprio in quella parola: “provinciale”. Sì, perché la strada è di competenza dell’ente Provincia, e le proposte e richieste del Comune di Montecarlo per cercare almeno di ridurre i pericoli, si sono scontrate con il veto di Palazzo Ducale. «Abbiamo chiesto più volte che fossero inseriti dei rallentatori – spiega il sindaco Vittorio Fantozzi – ma non c’è stato verso di metterli». Dossi rallentatori che sarebbero utili sul versante sud della via Mammianese, per far rallentare chi arriva da Marginone, percorrendo appunto il viale che si chiude con il restringimento. Ma quei dossi, al tempo stesso, possono anche rappresentare un pericolo, e come tali, spiega l’assessore provinciale del Soldato, «sono vietati dal codice della strada». Per ridurre un pericolo, in sostanza, si rischia di crearne un altro. E questo vale anche per i marciapiedi rialzati che, invece, potrebbero essere parecchio utili “al di qua” del sottopasso, là dove la strada provinciale attraversa il centro abitato di San Salvatore, con case, negozi e una chiesa che si affacciano sulla provinciale 33, con tanto di curva («Io l’ho soprannominata la curva Le Mans, per la velocità a cui transitano alcune auto», commenta il sindaco Fantozzi) esattamente nel centro del paese.
Ma il problema della pericolosità di questa strada si ripropone poco più avanti, in direzione di Pescia, là dove la via Mammianese diventa via di Montecarlo (pur restando sempre la provinciale 33). In quel caso non è un sottopasso, ma un improvviso restringimento di carreggiata, con una serie di curve e di case che si affacciano sulla strada. Un restringimento che per chi proviene da Pescia, dalla località Michi, arriva dopo un lungo viale dritto che, anche in questo caso, può favorire le velocità eccessive. La vera soluzione, sostiene il primo cittadino di Montecarlo, potrebbe essere solo la creazione di una viabilità alternativa, utile anche ai mezzi pesanti, «diretti alla zona industriale che sta decollando». Ma, anche in questo caso, tra il progettare e il realizzare c’è di mezzo la provincia: «Avevamo già pronto il disegno, proposto sul nostro piano strutturale, da presentare in Regione – spiega Fantozzi – ma la Provincia ci ha chiesto di toglierlo, perché prima dovevamo parlarne con loro. Ci è stato detto che avrebbero fatto un sopralluogo. Ma con le disponibilità finanziarie che ci sono se ne parlerà fra 30 anni».
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