Sicurezza
Italgas deve bonificare l’area Gesam
La decisione del Tar: l’azienda è responsabile dell’inquinamento, mentre il Comune non ha alcuna colpa
LUCCA. Spetta solo a Italgas, e non anche al Comune, bonificare l’area di proprietà della Gesam nella zona dello “steccone”. Lo ha stabilito una sentenza del Tar della Toscana, organismo al quale si erano rivolti sia Italgas sia il Comune, dopo aver ricevuto l’ordine di bonificare il terreno da parte della Provincia di Lucca.
Secondo la relazione che accompagnava il provvedimento di palazzo Ducale, la responsabilità della contaminazione dell’area rimasta di proprietà Gesam dopo la vendita di parte della zona a Polis era da dividersi fra l’azienda del gas e palazzo Orsetti. La prima, per la secolare attività di produzione di gas nella zona, che poi veniva utilizzato per servire i fabbisogni della città. Il secondo perché, dopo il passaggio dell’area nel 1973 alla municipalizzata GeSA-AM, non avrebbe vigilato in maniera corretta sui lavori di rimozione delle infrastrutture rimaste dall’epoca di Italgas.
Entrambi i destinatari del provvedimento della provincia hanno deciso di opporre resistenza di fronte al tribunale amministrativo.
Ma l’esito dei due ricorsi è stato opposto: i giudici, infatti, nell’udienza dell’8 gennaio scorso, hanno accolto il ricorso del Comune, rigettando invece quello presentato da Italgas.
Per quanto riguarda l’amministrazione pubblica, i giudici hanno ritenuto che le motivazioni portate dalla Provincia per stabilirne la responsabilità non fossero conclusive: «Gli elementi non sono sufficienti per fornire prova che l’inquinamento di cui si tratta è in qualche misura riconducibile alla responsabilità del Comune di Lucca».
Discorso opposto per quanto riguarda Italgas: i giudici si sono basati soprattutto su una relazione di Arpat del 2010, che identifica la piena responsabilità dell’azienda.
Il risultato è che Italgas, oltre a perdere la causa amministrativa, dovrà pagare le spese di giudizio alla Provincia (4.000 euro), al Comune (3.000 euro), a Gesam e Polis (2.000 euro). Per il ricorso vinto dal Comune, invece, i giudici hanno disposto il rimborso di 2.000 euro al Comune da parte di Provincia e Italgas.
Al netto di (più che probabili) ricorsi di fronte al Consiglio di Stato, la sentenza apre le porte a sviluppi per l’area. Che - messo nel cassetto il progetto dello Steccone - potrebbe diventare un grande parcheggio a disposizione di San Concordio e del poco distante centro storico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
