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Lucca

Dieci anni fa un altro blitz a San Donato

Dieci anni fa un altro blitz a San Donato

A finire nei guai Enrico Luchi, ex assessore, manager alla sicurezza e comandante facente funzioni

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LUCCA. Non c’è pace al comando della polizia municipale di piazzale San Donato. Esattamente 10 anni fa - era il 2 febbraio 2006 - la squadra di pg di carabinieri e polizia in servizio alla procura della Repubblica effettuò alle 9 del mattino una perquisizione al quartier generale dei vigili urbani. Procedendo a sequestri di documenti relativi a ricorsi per contravvenzioni al codice della strada, atti inerenti la polizia giudiziaria dei vigili urbani, floppy disc, due computer, ordini di servizio relativi a turnazioni del personale, disposizioni su tempi, luoghi, modalità per l’uso dell’autovelox, telelaser e sui controlli agli esercizi pubblici. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Domenico Manzione, al momento del blitz aveva giù un obiettivo mirato e un indagato: Enrico Luchi, 41 anni, di Livorno, già assessore della giunta Fazzi e in quel frangente manager per la sicurezza che svolgeva le funzioni di comandante facente funzioni dei vigili urbani. La perquisizione nel suo ufficio al comando di piazzale San Donato equivaleva ad un avviso di garanzia. Era accusato di una serie di reati: abuso d’ufficio, collegato ad atteggiamenti di prevaricazione riconducibili al mobbing su agenti che avrebbe trasferito ad altri incarichi, peculato d’uso, legato all’utilizzo dell’auto di servizio con alla guida sottufficiali del comando di polizia municipale oltre al reato di usurpazione di funzione. Con lui venne indagato anche un ispettore della municipale - assolto in primo grado e riconosciuto dai giudici del tribunale di Lucca estraneo ai fatti - accusato in concorso con Luchi di abuso d’ufficio per la scelta delle officine autorizzate al recupero delle auto incidentate o rimosse (perché in sosta vietata) su ordine dei vigili urbani. Tre anni e mezzo dopo l’allora comandante facente funzioni Enrico Luchi venne condannato a un anno e sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio, usurpazione di titolo e mobbing nei confronti di tre vigili e prosciolto dalle accuse di peculato d’uso e rivelazione di segreto d’ufficio. In Appello, almeno in parte, le accuse caddero in prescrizione. Contro Luchi si costituirono parte civile anche alcuni vigili urbani che, attraverso esposti, fecero partire l’inchiesta. Il processo di primo grado venne celebrato a Genova perché tra le parti offese figurava un ex pm onorario che aveva ricoperto le funzioni in aula nel periodo 2004-2006. (l.t.)

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