Sicurezza
Il canone in bolletta stanga 15mila evasori
La normativa punta ad azzerare il numero dei furbetti. Dalle famiglie di Lucca e Lucchesia la Rai incasserà 7 milioni di euro
LUCCA. La Rai lascia un posto in prima fila ai 15mila evasori della Lucchesia. Il canone in bolletta stanga le famiglie del nostro territorio che fino a ora avevano evitato di versare l’odiata imposta. Sono questi i numeri che emergono confrontando i dati Rai 2014 sulla percentuale di evasione nei Comuni e quelli del 2012 sul numero di famiglie in possesso di una tv per uso privato. Una stima di massima che non si discosta dalla realtà. Il tasso di evasione nel nostro territorio si aggira intorno al 22%: delle circa 70mila famiglie che hanno un apparecchio tv nella propria casa, 15mila non versano il canone.
Dalla Lucchesia 7 milioni. Ma con la novità del pagamento inserito nella bolletta della luce (prima rata da 60 euro a luglio, le altre due da 20 euro spalmate sulle mensilità successive), il governo conta di azzerare il numero degli evasori e di recuperare circa 420 milioni di euro. Dalla Lucchesia dovrebbero arrivare nelle casse di “mamma Rai” quasi 7 milioni, di cui 1,5 dalle famiglie che fino ad ora non avevano pagato. Con il 2016, dunque, finisce in soffitta il vecchio bollettino, quello che arrivava nel dicembre dell’anno precedente e doveva essere pagato “entro e non oltre il 31 gennaio dell’anno successivo”. La cifra da sborsare scende da 113,15 euro a 100.
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Come spesso accade, le percentuali di evasione più elevate si registrano nei piccoli centri abitati: il record è di Fabbriche di Vergemoli dove 4 famiglie su 10 fino a ora hanno evitato di versare l’obolo alla tv di Stato. Seguono Porcari (31,93%), Coreglia (30,16%) e Careggine (29,15%). In termini assoluti, però, è Lucca a ospitare il maggior numero di cittadini “no canone”: sono circa 7 mila, in pratica una famiglia su 4.
Le incognite. Ma sulla stretta anti-evasori introdotta dal governo Renzi, le associazioni dei consumatori hanno diverse rimostranze da fare: «Lasciamo da parte il diritto costituzionale all'informazione – afferma Giuseppe Minio, Movimento consumatori Versilia e Lucchesia – Ormai registriamo la presenza sempre più massiccia di pubblicità nelle trasmissioni Rai. Tornando al canone, proviamo a sottolineare i rebus creati dalla nuova legge: chi ha detto che il titolare di un’utenza elettrica abbia anche una televisione? E se il canone deve essere pagato una sola volta per nucleo familiare o gruppo residente, come verranno distinte le utenze elettriche multiple dello stesso stabile? Inoltre, chi ha ripetutamente informato la Rai del non possesso del televisore, inviando le dovute comunicazioni a proprie spese, ora dovrà farsi carico di ulteriori comunicazioni. Insomma è un gran pasticcio: collegare due utenze del tutto distinte (energia elettrica e televisione) genera qualche dubbio e lascia presumere una certa confusione sulla materia da parte degli estensori del provvedimento». E avere chiarimenti non è né semplice né gratuito: il Movimento consumatori di Versilia e Lucchesia sottolinea come il servizio telefonico per ottenere informazioni sia a pagamento, con costi per gli utenti di poco inferiori ai 50 centesimi al minuto. «Solitamente tali servizi hanno tempi di attesa molto lunghi – spiega il rappresentate del Movimento consumatori – Le segreterie telefoniche consigliano di "non interrompere la chiamata per non perdere la priorità acquisita". Ebbene, nell'ipotesi sin troppo ottimistica di un'attesa di 10 minuti e di una conversazione di 5, l’utente si troverebbe a pagare qualcosa come 7 euro. In pratica una tassa su una tassa...».
Cosa fare se non si ha la tv? Siete intestatari di un’utenza elettrica ma non avete la tv? Sta a voi dimostrarlo. La legge, infatti, dà per scontato il contrario e a voi spetta l’onere della prova. O quanto meno della dichiarazione di “non detenzione”. Tale attestazione viene fatta in forma di autocertificazione e va inviare all’Agenzia delle entrate (Direzione Provinciale I di Torino - Ufficio territoriale di Torino I - Sportello S.A.T.) «Le modalità di presentazione di tale domanda – si legge ancora sul sito della Rai – saranno definite con un provvedimento dell’Agenzia delle entrate». Per ora si sa soltanto che l’autocertificazione dovrà essere ripresentata ogni anno. Fare i furbetti non conviene: l’utente che presenta una falso documento di “non detenzione” rischia una multa di 700 euro e un’accusa di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. La legge considera esenti gli over 75 e tutti coloro che hanno un reddito sotto gli 8mila euro. Infine, il capitolo dedicato ai possessori di seconde case con tv: pagheranno il canone solo sulla prima abitazione, esattamente come avveniva sino a ora.
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