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Lucca

Dieci anni dopo Massimo Mallegni torna a San Giorgio

Massimo Mallegni durante la visita nel carcere di Lucca (Foto Serrnacchioli)
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Massimo Mallegni durante la visita nel carcere di Lucca (Foto Serrnacchioli)

Il sindaco di Pietrasanta fa visita con i vertici regionali di Forza Italia al carcere di Lucca dove, nel gennaio 2006, venne condotto dopo l'arresto

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LUCCA. Massimo Mallegni, sindaco di Pietrasanta, è tornato a far visita al carcere San Giorgio di Lucca. E non in una data scelta a casa: cadono, infatti, i dieci anni dall'operazione di polizia giudiziaria che portò Mallegni - anche allora primo cittadino della Piccola Atene - a essere arrestato, insieme ad altri amministratori, dirigenti comunali e imprenditori. Una vicende che ebbe eco nazionale e che, dal punto di vista processuale, si è conclusa con l'evaporare di quasi tutti capi di accusa.

Mallegni rimase nel carcere San Giorgio per 39 giorni in carcerazione preventiva. Dopo, ne avrebbe trascorsi ai domiciliari altri 117, ancora nello stesso regime. Oggi, dieci anni dopo, Mallegni è vicecoordinatore regionale vicario di Forza Italia e ha riconquistato il suo posto di sindaco di Pietrasanta. Oggi, dieci anni dopo, Mallegni è tornato al San Giorgio da uomo libero e innocente – con tanto di sosta a quella che fu la sua cella – per il sopralluogo istituzionale con la delegazione di Forza Italia guidata dal Coordinatore regionale Stefano Mugnai e dalla responsabile nazionale comunicazione del partito onorevole Deborah Bergamini e di cui hanno fatto parte anche l’altro Vicecoordinatore regionale Jacopo Ferri, il Vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Marco Stella e il Coordinatore provinciale di Fi a Lucca nonché Sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti.

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Perché? «Perché la storia di Mallegni, che lui oggi ci mette generosamente a disposizione, è paradigmatica del ‘come non si fa’, ovvero di come non va esercitata la giustizia secondo Forza Italia», spiega Mugnai. «E perché – concorda l’intera pattuglia azzurra – il recupero e la riabilitazione di chi ha commesso reati non può passare dalle bugie di un Renzi che, mentre si riempie la bocca condannando la pratica diffusa della carcerazione preventiva, poi nel suo governo premia chi di quell’istituto ha fatto presupposto per la propria carriera». Giustizia giusta, giustizia certa: questo chiede Forza Italia. E giustizia indipendente: «Dopo quindici anni di peripezie giudiziarie – ricordano in Forza Italia – Mallegni oggi è non solo libero, ma anche innocente. Il suo arresto, alla fine i fatti lo dimostrano, ha avuto come unico risultato quello di restituire Pietrasanta alla sinistra. Per un periodo, certo. Abbiamo ben recuperato», è la stoccata azzurra.

Ma poi, affinché la pena detentiva abbia il senso previsto dalla costituzione e punti concretamente al reinserimento sociale, serve un ascolto maggiore – proprio come è accaduto oggi al San Giorgio – delle voci, esigenze, esistenze anche, della popolazione carceraria tutta intera: operatori, a cominciare dalla polizia penitenziaria, e detenuti. «Restituire dignità a chi vive in carcere per lavoro o per pena – affermano Mugnai e gli altri esponenti di Forza Italia – deve rappresentare una priorità nazionale, attraverso il recupero in uso di strutture capaci di alleggerire la pressione antropica nelle celle e di garantire dunque condizioni di vita decorose oltre che maggiore e miglior sicurezza, ma anche regionale, con un’attenzione speciale alla sanità carceraria e ai bisogni di assistenza e cura di operatori e detenuti. Perché la pena, di qualunque entità, non porti con sé la rinuncia alla dignità della persona umana».

 

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