Sicurezza
«Attenti all’abuso d’ufficio» Gesam, l’opposizione attacca
Sul piano di cessione delle quote di maggioranza della spa a Toscana Energia Governare Lucca, M5S e Fi si ricompattano, sostenuti dal senatore Matteoli
LUCCA. L’opposizione in consiglio comunale si compatta contro l’ipotesi di svendita della Gesam al socio di minoranza Toscana energia. Tutti uniti per provare a scongiurare l’operazione illustrata in un’intervista al Tirreno dall’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli. A presentarsi insieme allo stesso tavolo sono Piero Angelini (Governare Lucca), Laura Giorgi (M5S) e Marco Martinelli (Forza Italia – Alternativa civica), spiegando che «Gesam è un fiore all’occhiello delle partecipate lucchesi che, dalla sua creazione, negli anni ’70, ha permesso di investire nella rete di distribuzione del gas migliorando il servizio e portando utili nelle casse comunali».
La partita in gioco è il bando per l’assegnazione della distribuzione del servizio del gas per l’intero territorio provinciale, con Gesam che si presenta con una rete di tubature in dote del valore di circa 50 milioni. Per Angelini l’idea di cedere a Toscana Energia il 9% delle quote di Gesam spa con una liquidazione della partecipazione del Comune equivale «a una svendita, un regalo, visto che poi la posizione del Comune di Lucca andrebbe in minoranza e senza potere decisionale». Se proprio la cessione delle quote dovesse avvenire, per il capogruppo di Governare Lucca si dovrebbe usare una procedura a evidenza pubblica: infatti ha inviato una lettera al presidente di Gesam spa Ugo Fava, ai consiglieri Barbara Lastrucci e Alessandro Nieri e al presidente del collegio sindacale Andrea Quiriconi, chiedendo di motivare bene la delibera perché per lui potrebbero esserci gli estremi per una denuncia per reato di abuso di ufficio.
Le proposte alternative non mancano: secondo Angelini, ci si potrebbe rifare a un’idea di Stancanelli, ex presidente della Holding, che proponeva di partecipare alla gara per il gestore unico con la costituzione di un’Ati tra Gesam e Toscana Energia.
La consigliera Giorgi snocciola i dati del bilancio di Gesam che nel 2014 ha servito circa 50mila clienti portando al Comune 1,73 milioni di utili. «Non ci sono motivi che giustificano la fretta della scissione – dice – e crediamo che si dovrebbero investire meglio i fondi una tantum per preparare la documentazione di gara. L’Atem ha 120mila euro per coprire i costi di svolgimento della funzione di stazione appaltante e 480mila euro da dividere tra i Comuni che a loro volta debbono sostenere le spese per istruire la documentazione in modo corretto. Somme importanti che si dovrebbero usare per avere i migliori consulenti».
Martinelli si concentra sulle contraddizioni della posizione del Comune sulla vicenda nell’ultimo anno. «La maggioranza ha sempre garantito che Gesam sarebbe rimasta a Lucca e governata dall’attuale dirigenza, una posizione poi confermata da un comunicato stampa del 7 marzo 2015 in cui si smentivano operazioni societarie che avrebbero dato la maggioranza a Toscana Energia. Per arrivare alle ultime dichiarazioni di Bortoli che andrebbero in posizione opposta. Nell’occasione Bortoli ha anche affermato che se l’operazione di svendita non avesse convinto i dipendenti di Gesam, si sarebbe interrotta ogni trattativa. Aspettiamo un piano B e vorremmo anche che il Pd prendesse una posizione ufficiale». Si è mosso anche il senatore Altero Matteoli che ha protocollato una segnalazione all’Anac motivandola con una documentazione corposa con rilievi giuridici su possibili profili di illegittimità di tutta l’operazione.
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