Finanza
Un comitato per la centralina
Chiesta la riaccensione della stazione di via Cavanis spenta nel 2014
PORCARI. Nasce un comitato per far riaccendere la centralina Arpat di Porcari. La stazione di via Cavanis era stata disattivata il primo aprile 2014. A spiegare l'iniziativa è Francesco Ricci, portavoce del gruppo che è pronto a dare vita ad una raccolta di firme: «Tutto è nato da un semplice passaparola avviato sui social network. Ci siamo riuniti e abbiamo deciso di promuovere la costituzione di un comitato cittadino per far riaccendere la centralina».
Già una decina le persone hanno aderito al comitato (e chiunque voglia farlo può scrivere alla casella mail pro.comitatocentralinaporcari@gmail.com). «Per raggiungere il nostro obiettivo non escludiamo di promuovere a breve una petizione popolare da portare in Comune».
Il costo per tenere accesa la centralina è di circa 20.000 euro annui. «Davvero poca cosa – spiega il comitato – per un comune come Porcari che ha risorse importanti da gestire e si trattava comunque di risorse ben spese, perché consentivano di avere un rilevamento della qualità dell’aria all’interno di uno dei territori più densamente industrializzati non solo della Provincia di Lucca ma molto probabilmente anche dell’intera Toscana. Basarsi sui dati della centralina che si trova a Capannori non ci pare assolutamente sufficiente. E questo non solo per il Pm10, per il quale nel 2012 e nel 2013 la nostra centralina rilevava spesso dati peggiori di quella di Capannori, ma anche per altre sostanze inquinanti come l’ozono, non rilevato a Capannori a differenza di quanto avveniva a Porcari e del biossido di azoto». (n.n.)
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