La manifestazione
«Le prostitute fanno parte dell’arredo»
La battuta del sindaco di Altopascio al vertice sul caso delle Cerbaie fa infuriare il collega di Fucecchio
ALTOPASCIO. «Le prostitute (anche se nella versione originale il termine è più colorito ndr) fanno parte dell’arredo delle Cerbaie». La battuta del sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti fa infuriare il suo collega fucecchiese Alessio Spinelli, e apre una crepa evidente (anche di natura politica) nel fronte (che era stato definito compatto) impegnato a “liberare” la zona da spaccio e prostituzione. Ma facciamo un passo indietro.
Il 21 gennaio il prefetto di Firenze Alessio Giuffrida convoca una riunione alla quale partecipano i suoi colleghi di Lucca Giovanna Cagliostro, di Pistoia Angelo Ciuni e il prefetto vicario di Pisa Valerio Romeo, insieme ai rispettivi vertici provinciali delle forze dell’ordine (il territorio delle Cerbaie è molto vasto e interessa più province e comuni). Con loro ci sono il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli insieme ai colleghi e amministratori di Altopascio, Bientina, Castelfranco di Sotto, Pontedera, Santa Maria a Monte e Santa Croce sull’Arno. Il comitato per l’ordine e la sicurezza deve decidere una strategia per fare la guerra sia agli spacciatori che hanno trasformato il bosco nel loro covo, sia alle prostitute che esercitano sulla Romana Lucchese.
Ma Marchetti (al suo quarto mandato da sindaco di Altopascio e coordinatore provinciale di Forza Italia a Lucca), scopre l’oggetto della riunione soltanto quando si siede al tavolo in Prefettura: «Non conoscevo l’argomento. Poi sono arrivato lì e ho visto un simile dispiegamento di forze. Quando ho capito che si doveva parlare di prostituzione alle Cerbaie, stentavo a crederci: quella battuta mi è venuta spontanea, non ho detto nulla di strano. Quel fenomeno esiste da sempre, non capisco cosa c’è di nuovo. E con le leggi attuali c’è ben poco da fare: i carabinieri possono fermare una prostituta, identificarla. Finisce lì. Non è un reato. Così si perde tempo». Ma la battuta del sindaco di centrodestra non piace a tutti. A cominciare dal suo collega (Pd) di Fucecchio, impegnato a portare avanti la crociata anti-prostituzione a suon di ordinanze (costantemente riproposte da anni a Fucecchio).
Ieri mattina, a distanza di una settimana dal summit fiorentino, presentando in conferenza stampa una serie di iniziative per la valorizzazione delle Cerbaie, Spinelli sottolinea l’importanza di “riconquistare” la zona e rende nota quella che per lui è una battutaccia: «Quelle parole mi hanno disturbato. Eravamo lì per parlare di cose serie, compresa la lotta alla prostituzione. Che non è un reato, ma lo è lo sfruttamento. E secondo me quelle ragazze non passano le loro giornate sulla Romana Lucchese per divertimento, ma perché qualcun altro ci guadagna. Si parla tanto di sicurezza - che io metto al secondo posto nella mia scala di priorità, subito dopo la salute - e di lotta al degrado, e poi in un contesto del genere si fa dell’inutile ironia, accolta infatti da pochi sorrisi e peraltro “di circostanza”. Che mi è sembrata decisamente fuori luogo. E comunque in quella riunione sono state prese decisioni importanti».
I controlli saranno continuativi, in giorni e orari diversi con l’obiettivo colpire gli spacciatori e i loro clienti. Lo stesso trattamento sarà riservato alle prostitute, che spesso si fanno accompagnare da quelli che definiscono “amici”, ma che in realtà potrebbero essere i loro sfruttatori. Anche se Marchetti resta scettico: «La prostituzione va regolamentata, in modo da farla esercitare in strutture chiuse, controllate e tassate. A quel punto si potrà combattere il fenomeno su strada. Il vero problema delle Cerbaie è lo spaccio. I miei agenti della polizia municipale mi parlano di boschi trasformati in deposito di droga»
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