Il Tirreno

Lucca

Contributi al Summer Giorgi va all’attacco «Ci sono benefici?»

La consigliera M5S critica le agevolazioni del Comune «Chiediamo di sapere qual è il reale tornaconto della città»

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LUCCA. Fa discutere la notizia, anticipata due giorni fa dal Tirreno, della conferma degli aiuti da parte del Comune al Summer Festival anche per l’edizione del 2016, fra contributo diretto, in servizi e abbattimento dell’80% della tariffa sul suolo pubblico.

A dire la sua è Maria Laura Chiara Giorgi, del Movimento 5 Stelle, che cifra a 100.000 euro l’esborso dichiarato per il Summer. «Le nostre “aquile” che gestiscono la promozione della città - commenta, corrosiva - demandano a D'Alessandro l'operazione estiva per richiamare centomila scalmanati a gustare musica rock in ambienti barocchi e neoclassici in vicinanza di scenari medioevali. Ci domandiamo: 1) a quanto ammonta la stima del rientro in termini di imposte e tasse comunali (soggiorno, suoli pubblici ecc.); 2) quanto guadagna invece PierCarlo Padoan dai maggiori consumi (Iva e Irpef); 3) quale analisi valutativa restituisce il valore della promozione turistica della città? 4) quali gli effettivi costi pubblici e sociali degli eventi del Summer?».

Secondo Giorgi, «in questi casi varrebbe la pena di spendere qualche spicciolo per dare risposta ai quattro punti: questa macchina comunale ha i mezzi e le capacità? Oppure si va con la filosofia d'andare là là fino a quando gli impatti avranno costi insopportabili e il degrado galopperà?. Le riflessioni sui lampioni che circondano Maria Luisa di Borbone fanno pensare alle adozioni nelle famiglie omogenitoriali, si comincia così e si arriva all'utero in affitto: si comincia dai lampioni e si arriva a mettere le ruote al monumento, o ai platani di plastica, per guadagnare decine o migliaia di pregiati posti a sedere».

Fuori dalle metafore, spiega Giorgi, «ci chiediamo soltanto di verificare il reale tornaconto (costi-benefici) della città di fronte ad un'iniziativa impattante come il Summer. Dopo molti anni d'esperienza possiamo farci qualche domanda? Possiamo mettere in atto qualche strumento d'analisi quantitativa? Quale imprenditore non provvederebbe a questo auditing? Se da una parte D'Alessandro sceglie Lucca, possiamo chiederci se esistano altre chances?

«Nel mondo - conclude la consigliera 5 Stelle - ci sono innumerevoli esperienze dello stesso genere, crediamo sia giusto riesaminare i vari aspetti del problema e, possibilmente, trovare anche altre, diverse, occasioni per porre Lucca e il suo vasto territorio nella giusta luce internazionale. Consideriamo che la nostra attrattiva turistica possa essere spalmata in periodi lunghi e luoghi vasti il più possibile nell'arco dell'anno. Riflettiamo, o flettiamo?».

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