Sicurezza
Ma Maggiano non demorde: via i tralicci
Il presidente del comitato Claudio Villani approva la posizione di palazzo Orsetti: «Problema sanitario»
LUCCA. «Il problema sanitario c'è, finalmente lo dicono anche gli amministratori». A Claudio Villani, presidente del comitato Maggiano 2005, in lotta da anni contro l'elettrodotto costruito da Terna sui territori di Maggiano, Nozzano San Pietro e Farneta, questa posizione sembra già un risultato. Lui, che si batte da tempo per sottolineare il rischio sanitario dell'impianto, ieri non è mancato all'open day.
E con la compostezza che lo contraddistingue ha ripercorso le tappe della vicenda, spiegando i motivi della sua contrarietà. «In commissione ambiente sia il capogruppo, Francesco Battistini, sia l'assessore Raspini hanno ribadito la necessità di mettere come prioritaria la questione sanitaria dell'elettrodotto di Maggiano. Una posizione che ci ha confortato, perché significa che stiamo conducendo una battaglia simile. Per noi le ipotesi alternative al percorso originario presentate da Terna non vanno bene: soprattutto al terza, che ci riguarda più da vicino, non può essere accettata. Perché va addirittura a peggiorare la situazione esistente: con la creazione di una nuova stazione di trasformazione elettrica a Filettole, Terna avrà la necessità di costruire una bretellina di collegamento fra il percorso attuale e la stazione stessa. Se vorranno proseguire su questa strada sarà indispensabile apportare modifiche e arrivare almeno al compresso per cui il tracciato di congiunzione venga spostato in un'altra zona».
Sulla sicurezza sanitaria dell'elettrodotto di Maggiano i pareri sono discordanti. Per Motawi, e quindi per Terna, non è necessario intervenire su questo tracciato, in quanto le emissioni prodotte rientrano nei limiti di legge (10 microtesla). Diversa, invece, la riflessione condotta da Palazzo Orsetti. «Formalmente l'elettrodotto di Maggiano risulta a norma - interviene l'assessore Francesco Raspini - Anche se oggi i nuovi impianti devono stare sotto la soglia dei 3 microtesla, e non dei 10 previsti in precedenza. Si pone dunque un problema di risanamento dei vecchi elettrodotti e noi su questo vogliamo puntare. Resta poi una domanda irrisolta: se per Terna il tracciato di Maggiano è privo di problemi, perché vuole comunque spostare l'elettrodotto? E se il problema è l'approvvigionamento energetico, perché non affrontare la questione con dovizia di particolari? Nei documenti ufficiali questo tema è condensato in tre righe. Per noi non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B». Pioggia di osservazioni dunque, anche da parte del comitato di Maggiano. «Cercheremo di presentare anche un progetto alternativo - continua Villani - Anche se l'ideale sarebbe che fosse il comune in persona, con i suoi tecnici, a studiare un piano nuovo. Anni fa era già emersa una località possibile per la stazione di trasformazione che, ad oggi, resta per noi la soluzione migliore. Si tratta di un campo a Cerasomma, perfetto luogo di collegamento e molto poco impattante a livello sanitario e paesaggistico: i cavi correrebbero lungo il Quiesa passando sopra l'autostrada dove oggi corre la linea che verrà abbattuta».
Osservazioni e controproposte saranno studiate anche dal comitato Starc, che ieri sera ha tenuto un'assemblea per organizzare un piano d'azione. (n.d.)
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