Il Tirreno

Lucca

Sarti Magi risponde a Renzi

«Lucchesi tirchi? Forse, ma mai quanto i politici»

«Lucchesi tirchi? Forse, ma mai quanto i politici»

LUCCA. Una battuta scherzosa quella sulla tirchieria di Lucca, ma c’è chi, invece, per la sua avidità reale sta mettendo in crisi il nostro Paese: così, con una lettera aperta al presidente del...

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LUCCA. Una battuta scherzosa quella sulla tirchieria di Lucca, ma c’è chi, invece, per la sua avidità reale sta mettendo in crisi il nostro Paese: così, con una lettera aperta al presidente del consiglio Matteo Renzi, il giovane presidente del Comitato Scolastico Lucchese Michele Sarti Magi, replica al premier sulla battuta fatta durante l'intervista televisiva con Del Debbio («I lucchesi sono abbastanza tirchi»).

«Purtroppo il fenomeno della tirchieria – scrive Sarti Magi – non penso riguardi solamente il popolo lucchese, poiché si è notato molto bene quanto un discreto numero di suoi colleghi provi una profonda adorazione per il proprio incommensurabile stipendio o vitalizio. Caro presidente, moltissimi politici attuali, che hanno trasformato la politica da servizio a lavoro, che hanno utilizzato la politica per scopi esclusivamente personali, che hanno portato il popolo italiano alla fame, possono essere considerati obiettivamente dei grandi Zii Paperoni. È tirchio chi taglia sull'edilizia scolastica, chi taglia sulla sanità, sull'istruzione, sui trasporti. È tirchio e ladro chi idolatra il proprio stipendio, chi sfrutta il popolo italiano per sedere tempi biblici sulle poltrone di Palazzo Madama, fino a diventare un tutt’uno con esse».

«Le tradizioni Lucchesi e le leggende – continua Michele Sarti Magi – narrano che Lucca è una cittadina di tirchi, e possono avere anche ragione. Il problema è che Lucca può essere tirchia, voi no. Voi dovreste essere il motore del nostro paese. Un motore solidale, pronto, volenteroso e libero da ogni schema economico ossessivo che ogni giorno predomina nella vostra attività ludico-politica, legata sempre al valore dei soldi. Naturalmente non ne faccio un caso personale. La sua frase era scherzosa, non lo metto in dubbio. Ma è uno scherzo che, oltre ad avere un valore, meritava una semplice e sincera risposta».

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