Il Tirreno

Lucca

Disfida della zuppa, il sindaco vince: «È la ricetta di mamma»

di Rossella Lucchesi
Disfida della zuppa, il sindaco vince: «È la ricetta di mamma»

Tambellini supera la prima tappa e va in finale

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LUCCA. «Non mi aspettavo questo risultato, anche perché non mi sembrava di aver fatto un grande capolavoro. Sono comunque felice di aver guadagnato l’accesso alla finale di marzo e giuro che stavolta mi impegnerò per preparare una frantoiana ancor più gustosa, magari dosando meglio ingredienti dolciastri come la zucca e mettendo più cavoli e fagioli per dare più sapore e consistenza». Ci tiene proprio a fare bella figura il sindaco Alessandro Tambellini, vincitore della prima eliminatoria della “Disfida della zuppa” promossa da Slow Food Lucca, Compitese e Orti Lucchesi, andata in scena giovedì sera al ristorante Mecenate di Lucca, dove è riuscito a sbaragliare la concorrenza di tre esperti zuppisti: Ilda De Ranieri, insegnante e poetessa in ottava rima dell’Accademia Teresa Bandettini, Marzia Marchetti, artigiana della moda del negozio Les Tricots in piazza San Francesco e Stefano De Ranieri, per l’occasione non nell’abituale veste dell’oste, bensì come cuoco. Una sfida a colpi di mestolo iniziata intorno alle 20 con l’arrivo dei concorrenti nella cucina del locale, armati di capienti pentoloni con le zuppe preparate a casa.

Indossati i grembiuli rossi i quattro “cuochi non stellati” si sono subito messi all’opera per scaldare il risultato di tante ore di lavoro. Lo stesso Tambellini che ha accettato di partecipare alla gara «non come sindaco, precisa, ma come semplice cittadino», ha impiegato parecchio tempo per raccogliere le verdure giuste dall’orto e cercare quelle selvatiche nei campi. Senza considerare il tempo necessario per pulirle e lavarle «ripiegando - confessa - sulle ore notturne, al termine di una lunga giornata di lavoro. Ma ne valeva la pena, perché davanti ai fornelli riesco a rilassarmi, anche se mi riesce difficile concentrarmi anche nella preparazione del risotto ai funghi e allo zafferano che sono le mie specialità».

Per preparare la sua zuppa frantoiana Tambellini ha usato la ricetta della mamma: ha scelto i gustosi fagioli Saluggia, quindi ha servito il piatto con pane abbrustolito e agliato. Che i circa novanta commensali, per l’occasione ribattezzati “supporter” sembrano proprio aver gradito, tanto da attribuirgli il punteggio massimo di 554 voti, risultato delle schede a disposizione di ciascun commensale per valutare, in forma anonima, le quattro proposte di zuppa, ciascuna indicata solo da un numero corrispondente al cuoco, stabilito in segreto nella cucina a inizio serata. Insomma, fino alla fine nessuno ha saputo il nome dell’autore delle zuppe che assaggiava e alla fine c’è stata anche qualche critica per il piatto troppo speziato oppure liquido. Una serata frizzante, all’insegna della convivialità, come vuole il nuovo progetto SlowFolk, allietata dai divertenti siparietti in ottava rima di Mauro Chechi e Marzio Mattioli e condotta dai “rigovernatori” Antonella Giusti e Stefano De Ranieri di Slow Food con Davide Pieroni, fiduciario della condotta locale.

Grande interesse per l’intervento del “sapientone” Emiliano Favilla, produttore di pane con farine biologiche e grani antichi. Ma la zuppa non è stato il solo piatto della serata, iniziata con una degustazione di focaccia e lardo e proseguita con coniglio in umido e polenta di formenton otto file, fino al budino di pane caramellato, il tutto innaffiato da un corposo vino rosso. Il prossimo appuntamento è per sabato 6 febbraio nell’agriturismo Alle Camelie di Pieve di Compito con quattro nuovi zuppisti e due sapientoni che intratterranno i commensali, stavolta parlando di olio extra vergine d’oliva, ingrediente immancabile per gustare al meglio la zuppa frantoiana.

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