Il Tirreno

Lucca

All’asta gli arredi dell’ospedale

Luigi Spinosi
All’asta gli arredi dell’ospedale

Lucca: col trasferimento al San Luca si mettono all’incanto vecchi mobili e apparecchiature ormai inutilizzate

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LUCCA. Alla fine si è risolto tutto in mezzora: una decina di persone interessate, oltre cento oggetti in vendita, sedici le trattative arrivate in porto, quasi tutte senza “epiche battaglie” a suon di rilanci. Nessuna guerra di offerte, di quelle che siamo abituati a vedere in qualche programma televisivo tra compratori professionisti che si contendono il contenuto misterioso di qualche box o di qualche container. No, quello andato in scena ieri mattina all’ex ospedale di Campo di Marte non era certo un evento adrenalinico, però, lo stesso, ha offerto più di uno spunto curioso.

Intanto questa non era la prima vendita all’incanto, e non sarà l’ultima, altre ne seguiranno nei prossimi giorni, con gli stessi oggetti rimasti invenduti ieri a prezzi che saranno ribassati, e con altri articoli che prenderanno il posto di quelli che invece hanno trovato un proprietario. In vendita tutto l’insieme di attrezzature (non solo apparecchiature mediche, ma anche arredi) che fino all’altro ieri erano utilizzati al Campo di Marte e che con l’apertura del San Luca sono diventati inutili e vetusti, ancorché integri e funzionanti. In vendita armadietti (uno degli articoli più ricercati), una macchina da scrivere, sedie (da quelle da ufficio agli sgabelli chirurgici), tavoli e apparecchiature mediche: dalle lampade scialitiche alla sterilizzatrice, dal frigo emoteca al respiratore. E soprattutto, rimasti lì senza un proprietario, nonostante il prezzo base bassissimo (11 euro per ognuno) quasi trenta banchini da scuola con sedia compresa nel prezzo, e per i quali non ha funzionato l’effetto nostalgia.

La vendita è andata via quasi a colpo sicuro: gli interessati (una decina di persone come detto) hanno avuto un’ora di tempo, prima dell’asta, per vedere gli articoli e scegliere quelli per cui fare delle offerte. Così, quando l’incanto si è aperto, si è andati praticamente a colpo sicuro, chiedendo ai presenti a quali articoli erano interessati e partendo con i rilanci solo su quelli. Rilanci che spesso si sono limitati ad appena un euro sul prezzo base. Solo per un paio di articoli si è assistito a un batti e ribatti di offerte, in particolare per un vecchio carrello in acciaio con 6 cassetti, per i quali dalla base di 35 euro si è arrivati a un’offerta finale di 100. E se alcuni articoli sono stati completamente ignorati (i banchini come abbiamo visto, ma anche i “negativoscopi”, quella sorta di lavagne luminose per leggere le lastre), altri sono andati via bene. Comprese un paio di lampade scialitiche, nate come strumenti per far luce là dove il medico operava e oggi considerate elementi (sicuramente originali) di arredo. Già, e chi li comprava questi oggetti? La clientela era decisamente composita: non solo commercianti, ma anche semplici cittadini o rappresentanti di associazioni. E così se le lampade finiranno ad arredare qualche case gli armadietti, invece, serviranno soprattutto a un centro di accoglienza.

E giovedì prossimo si farà il bis, sempre a Campo di Marte, mentre alcune per alcune attrezzature più grosse l’Istituto di vendite giudiziarie si è adeguato ai tempi del web, con aste via internet al suo sito www.igvlucca.com. i

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