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Lucca

oggi l’open day a Nozzano sulle tre alternative

Terna esclude l’opzione zero «L’elettrodotto va realizzato»

Terna esclude l’opzione zero «L’elettrodotto va realizzato»

LUCCA. Sarà il Ministero a decidere quale delle alternative proposte da Terna per l’elettrodotto nell’Oltreserchio dovrà essere realizzato. Perché - su questo Terna è irremovibile - qualcosa va...

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LUCCA. Sarà il Ministero a decidere quale delle alternative proposte da Terna per l’elettrodotto nell’Oltreserchio dovrà essere realizzato. Perché - su questo Terna è irremovibile - qualcosa va costruito: un “no” tranchant alla cosiddetta “opzione zero” (cioè lasciare tutto com’è) accarezzata dalle amministrazioni comunali.

Mentre oggi è previsto l’Open Day che il gestore della rete elettrica ha organizzato alla sala polivalente di Nozzano dalle 10 alle 19, si precisano i dettagli su quello che sarà l’iter del progetto che da quasi due anni tiene in ambasce l’Oltreserchio.

Domani, infatti, ci sarà la pubblicazione sui giornali dell’avviso di avvenuto deposito, presso il Ministero dell’ambiente, delle tre alternative al progetto già in esame. Da quel momento scatteranno i sessanta giorni che serviranno ai cittadini per presentare osservazioni e agli enti per produrre propri pareri. Dopo, la “palla” passerà in mano al Ministero dell’ambiente, che dovrà valutare tutto il materiale arrivato ed eventualmente richiedere integrazioni. Lo stesso Ministero, insieme a quello dei beni culturali, dovrà emanare il decreto di Valutazione di impatto ambientale, nel quale sarà indicata l’alternativa scelta. Prima di ottenere il via libera dal Ministero delle attività produttive, però, ci sarà il delicatissimo (e vincolante) passaggio dell’intesa fra lo Stato e la Regione. Proprio quella Regione che, secondo molti, è alla base della presentazione delle tre alternative, in particolare della terza (quella che non prevede la dismissione di Maggiano), con l’obiettivo di superare i paletti del piano paesaggistico. Terna, da parte sua, fa notare che questo piano non prevede alcun divieto assoluto, ma impone prescrizioni ben precise. E, comunque, per la società elettrica la soluzione preferita rimane quella originale, con la grande stazione di trasformazione a cava Batano, che permetterebbe di dismettere 16 chilometri di elettrodotto e di “liberare” 208 edifici, a fronte di soli 38 che verrebbero interessati dal nuovo tracciato.

La giornata di oggi sarà rivolta, oltre che ai cittadini, anche ai Comuni coinvolti (Lucca, Massarosa, Camaiore, San Giuliano e Vecchiano): Terna, infatti, vorrebbe che le amministrazioni si smuovessero dalla richiesta di opzione zero (visto che per la società il progetto è necessario per la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico) e indicassero una preferenza fra le alternative. Ma che questo accada, al momento, sembra molto difficile. (l.c.)

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