Il Tirreno

Lucca

Quattrocento morti di troppo

»di Gianni Parrini
Quattrocento morti di troppo

Nel 2015 si registra un boom: +11,8% Possibili cause l’influenza e lo smog

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Ci sono 405 morti di troppo a Lucca. I dati dell’Istat mostrano che anche nella nostra Provincia c’è un boom di decessi: nei primi nove mesi del 2015 i defunti sono stati 3.826, contro i 3.421 dello stesso periodo dell’anno precedente. Tradotto in percentuale il risultato è +11,8%. Proiettando il trend fino alla fine del 2015 (i dati non sono ancora disponibili) si arriva a 546 dipartite potenziali in più. Quello di Lucca non è un caso isolato: lo scorso dicembre l’Istat ha diffuso i dati sulla mortalità a livello nazionale e da un anno all’altro il numero delle dipartite è cresciuto di 45mila unità: +11,3%. Era dai tempi della Prima guerra mondiale che gli impiegati delle anagrafi non depennavano così tanti nomi dai registri. Un’ecatombe vera e propria che si porta dietro una domanda: cosa è successo?

Sembra un romanzo giallo: c’è un cadavere (anzi qui ce ne sono centinaia) e da lì bisogna risalire all’assassino o quanto meno alla causa del decesso. Ma più che smuovere gli investigatori delle forze dell’ordine, questo mistero ferale appassiona gli statistici e i responsabili della salute pubblica. Anche a Lucca ci si interroga sulla questione.

Più donne che uomini. Partiamo dai numeri. «Siamo di fronte a un’anomalia che merita di essere indagata – spiega il dottor Lorenzo Maraviglia, dell’ufficio statistica della Provincia – Il nostro territorio ricalca il trend nazionale, ma questo non significa che anche a livello locale non ci si debba interrogare sui perché di questo boom delle morti». Fare ipotesi al momento è difficile: i dati sono ancora parziali (mancano le cause del decesso e l’età), ma a chi li sa leggere dicono comunque qualcosa. Ad esempio, suddividendo i decessi per genere, si scopre che l’aumento ha toccato soprattutto le donne: 244 contro 161 uomini. «Questo ci porta a pensare che l’eccesso di morti si concentri in una fascia di età avanzata – spiega Maraviglia – Fino ai 70 anni uomini e donne si equivalgono in termini numerici. Non essendoci un fattore specifico che riguarda il genere femminile, anche il numero delle morti dovrebbe equivalersi. Visto che non è così, è logico immaginare che i decessi “in eccesso” si siano registrati tra gli over 70, dove il numero delle donne (che hanno un’aspettativa di vita maggiore) è più alto di quello dei maschi».

Il calo delle vaccinazioni. L’altro dato importante riguarda i mesi in cui si sono concentrati i picchi ferali: gennaio +69, febbraio +95, giugno +69 e luglio +74. Anche in questo caso la situazione lucchese ricalca quella nazionale. Se per spiegare le morti estive si fa riferimento all’ondata di calore (luglio non era così bollente dal 1980), per le morti nei mesi iniziali dell’anno, alcuni studiosi hanno chiamato in causa il flop delle vaccinazioni anti-influenzali, raccomandate agli over 65 e ai malati cronici. Alla fine del novembre 2014, a causa di alcuni casi sospetti, l'Aifa ritirò due lotti del vaccino Fluad e tra la gente si scatenò il panico. Risultato? Crollo delle vaccinazioni.

Una situazione che ha avuto i suoi riflessi anche a Lucca: tra il 2013 e il 2014 la copertura vaccinale degli over 65 e dei malati cronici è diminuita del 15%. Nel 2013 le dosi iniettate furono 32.725 (61%) contro le 25.962 dell’anno successivo (47%). Il crollo delle vaccinazioni, dunque, è alla base del boom dei decessi a inizio 2015? «È possibile – spiega il dottor Alberto Tomasi, responsabile del dipartimento della Prevenzione dell’Asl di Lucca – Due gli elementi che ce lo lasciano pensare: innanzi tutto le morti in eccesso si concentrano tra gennaio e febbraio, quando c’è il picco pandemico. In secondo luogo il fatto che il boom dei decessi abbia riguardato gli anziani, soggetti a cui solitamente è raccomandato il vaccino».

Anche se non si dice spesso, i morti per l’influenza sono centinaia ogni anno: «Forse fa meno rumore – spiega Tomasi – ma da questo punto di vista l’influenza fa più vittime della meningite. Il virus di per sé non è pericoloso ma espone il soggetto ad altre malattie infettive. A mio giudizio la pessima campagna anti-influenzale fatta nel 2014 è una delle cause di tutti questi casi di meningite: il meningococco attacca i soggetti più deboli. È come all’epoca della Spagnola: se ne ammalavano le persone già debilitate da un’influenza trascurata che poi subivano il colpo di grazia dal nuovo virus».

Troppo smog. Anche nel dibattito nazionale questo fattore è stato chiamato in causa per spiegare l’aumento dei decessi. E Lucca, con i suoi 67 sforamenti nel 2015, non fa eccezione. «È una correlazione ampiamente documentata dalla lettura medica – spiega Tomasi – I primi studi epidemiologici sono stati fatti nella Londra degli anni ’50 – prosegue Tomasi – In quel periodo è stato coniato il termine smog: fusione tra fog (nebbia) e smoke (fumo). È chiaro che se l’apparato respiratorio è indebolito dall’influenza, virus e germi arrivano più facilmente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze