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Eurosak, il 30 marzo la vendita all’asta dell’azienda fallita

 Eurosak, il 30 marzo la vendita all’asta dell’azienda fallita

Al momento non si sono presentati possibili acquirenti Il prezzo base per i capannoni fissato in 5,9 milioni di euro

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PORCARI. Al momento non ci sono acquirenti. Ma entro il 30 marzo la curatela di Eurosak di Porcari conta di poter ricevere offerte per i due lotti che riguardano ciò che resta di quella che un tempo era un’azienda leader nel settore degli imballaggi industriali. Altrimenti se a quella data non si sarà fatto vivo nessuno si procederà a un ribasso del 25% come prevede la normativa.

Il primo lotto. Il prezzo base della vendita è fissato in 5,9 milioni, quello minimo in 4,1. Il complesso si compone di varie edifici limitrofi e di superficie coperta pari a 12mila metri quadrati. Sono costituiti da un corpo di fabbrica principale elevato per la maggior parte a un solo piano e in minima parte su due piani (uffici) con superficie coperta di 6765 metri quadrati con altezze variabili tra i 5 e i 17 metri. Al piano terra ci sono laboratori (ex reparti rifinitura, stampa e magazzini prodotto finito), poi uffici mensa, infermeria, spogliatoi, servizi igienici, vano caldaia e casa del custode. Il capannone, costruito alla fine degli anni Settanta, ha una superficie di 600 metri quadrati mentre quello destinato a magazzino, costruito negli anni Ottanta, è corredato sul retro da una piccola tettoia, vani destinati alla mensa, spogliatoio e bagni. Infine il capannone costruito negli anni Novanta a piano terra è destinato a laboratorio e magazzino e la superficie coperta è di 865 metri quadrati. L’intero lotto risulta delimitato da un muro di recinzione e in parte da rete metallica ed è dotato di due cancelli carrabili per l’accesso allo stabilimento e al parcheggio.

I vincoli. L’indirizzo della pubblica amministrazione di Porcari, in considerazione della vicinanza al centro del paese, ammette soltanto attività che abbiano impatto ambientale minore o uguale a quella della vecchia Eurosak. Quindi sono ammessi: impianti industriali e artigianali, attività commerciali in genere, uffici amministrativi, direzionali e centro servizi, attività turistico-ricettive.

Il secondo lotto. Il prezzo base della vendita è fissato in 204mila euro, quello minimo in 153mila euro. Si tratta di due appezzamenti di terreno separati dalla ex strada statale, di cui uno di ampie dimensioni, che si trovano nel comune di Castelletto Monferrato in provincia di Alessandria. Il terreno di più ampie dimensioni è esteso su una superficie catastale di 8040 metri quadrati, l’altro, inferiore, è di 290 metri quadrati. Il primo è costituito da un capannone che, in seguito a un incendio, è stato demolito e sono state conferite in discarica le macerie. Sul posto restano la pavimentazione, l’asfalto del piazzale e la struttura muraria di una cabina elettrica fuori uso. C’è poi un edificio prefabbricato ad un piano costituito da nove vani. Si tratta di ex uffici amministrativi e direzionali.

Le offerte dovranno pervenire al curatore fallimentare Paola Del Prete entro mezzogiorno del 29 marzo. (l.t.)

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