La manifestazione
Aria sempre più inquinata Pm10 a livelli da record
LUCCA. Crisi economica con relativo peggioramento della qualità della vita, maggior difficoltà ad accedere ai trattamenti sanitari, invecchiamento della popolazione, minor diffusione dei vaccini e,...
LUCCA. Crisi economica con relativo peggioramento della qualità della vita, maggior difficoltà ad accedere ai trattamenti sanitari, invecchiamento della popolazione, minor diffusione dei vaccini e, perché no, anche metodologie del calcolo matematico (tra numeri assoluti, percentuali e rilievo statistico) che possono prestare il fianco a letture diverse. Probabilmente è un insieme di tutti questi fattori, ma resta il dato oggettivo dell’incremento nel numero di decessi registrati nell’anno appena trascorso.
In questo quadro non mancano i riferimenti, parlando di salute, alla qualità dell’aria. Se e quanto l’inquinamento atmosferico abbia influito su quel dato (che non è un numero, sono persone, non dimentichiamolo) è difficile da dirsi. Quel che possiamo fare è però descrivere come stanno le cose. E se il 2015 l’abbiamo archiviato con dati record (in senso negativo) per quanto riguarda lo smog, questo 2016 non pare iniziato sotto i migliori auspici. I numeri, a saperli leggere, parlano chiaro, e quelli che descrivono la situazione della nostra aria sono inquietanti.
Partiamo da quelli della centralina che fa da riferimento per tutta la Piana, da Lucca fino alla provincia di Pistoia, ossia quella di Capannori. Qui, dal primo gennaio a martedì 26, restando alle sole Pm10, si sono registrati 8 sforamenti del limite di legge di 50 µg per metro cubo (se poi si considera l’arco di un intero mese, ciè dal 27 dicembre a oggi, gli sforamenti sono stati 11). Tanti? Pochi? Beh, c’è chi dall’inizio dell’anno ha fatto pure peggio (anche se mai come in questo caso il detto “mal comune mezzo gaudio” è una solenne sciocchezza). È successo in ben 6 casi, ma tre di questi sono sempre nella nostra provincia: a San Concordio e a Fornoli (10 sforamenti in entrambi i casi) e al San Micheletto (11 sforamenti). Peggio di Capannori hanno fatto anche Prato e Santa Croce con 9 sforamenti e, record negativo, Montale con 13. Non solo, c’è un aspetto ancor più importante da evidenziare, ossia che per Capannori non sono disponibili e dati di ben sei giorni (da 20 al 25 gennaio), giorni nei quali, a giudicare dalle condizioni meteo e, soprattutto, dai dati delle altre centraline, è più che plausibile un dato negativo.
Ci sono poi altri aspetti da tenere in considerazione. Per esempio: di quanto è stato superato il limite? Perché c’è una bella differenza tra 51 e 100 microgrammi per metro cubo. Ebbene, anche qui c’è poco da stare sereni. Restando a Capannori martedì si è registrato un livello di 100 µg/m³ di Pm10, esattamente il doppio del limite di legge. È il dato peggiore, per questa centralina, dall’inizio del 2016. Ma guardando al resto della Lucchesia non è che le cose vadano molto meglio. Il giorno precedente, lunedì 25, il limite dei 100 µg/m³ era stato superato sia al San Micheletto (con 109µg/m³) che dalla centralina di San Concordio, dove la concentrazione aveva raggiunto addirittura i 121 µg/m³, mentre non è dato di sapere il livello di Capannori visto che, come detto, il dato di quel giorno non è disponibile. Sempre sopra i 100 µg/m³ (106 per l’esattezza) anche il dato di sabato 23 dalla centralina di San Micheletto, ossia dentro le mura.
Aggiungiamo poi un altro “spettro”, il dato spesso dimenticato delle Pm 2,5, particelle assai più dannose delle Pm10. Il limite oltre il quale diventano potenzialmente pericolose è di 25 µg/m³. Ebbene, dall’inizio dell’anno a Capannori quel limite è stato superato non 8, ma ben 14 volte. Anzi, almeno 14 volte, visto che ci sono 6 giorni di buco, fino a toccare, martedì, il livello record di 88 µg/m³, ossia oltre tre volte il limite.
Luigi Spinosi
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