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Lucca

«Poco personale per gestire due sedi»

«Poco personale per gestire due sedi»

LUCCA. Sul caso dell’archivio di stato interviene la direttrice Fiorenza Germini: «Prima di prendere la decisione di chiudere un giorno la settimana la sede dei Macelli dell’Archivio di Stato di...

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LUCCA. Sul caso dell’archivio di stato interviene la direttrice Fiorenza Germini: «Prima di prendere la decisione di chiudere un giorno la settimana la sede dei Macelli dell’Archivio di Stato di Lucca, di cui parla l’intervista a Osvaldo Nieri del 16 gennaio è stato scritto al Ministero per far presente la difficile situazione dell’Istituto, che contava ormai due soli archivisti e altrettanti custodi, con i quali era divenuta impossibile la gestione delle due sedi. Già da tempo ci si doveva servire di personale esterno ma dal 2015, - contemporaneamente ad alcuni pensionamenti- è venuto meno anche il finanziamento ad esso destinato. Di fronte all’indisponibilità del Ministero l’unica scelta possibile è stata quella dolorosa di chiudere in parte la sala della sede sussidiaria. Tale circostanza è stata spiegata alla cittadinanza con comunicati e un ampio articolo uscito proprio sul Tirreno al quale non risulta che siano seguite repliche o dibattiti, né c’è stata alcuna petizione di utenti al Ministero, come speravamo, per ovviare al problema». Continua Germini: «Dopo i primi giorni la situazione si è assestata: anche geometri e architetti, i più numerosi utenti, si sono adattati e nessuno è più stato respinto, al contrario di quanto affermato nell’articolo. Le uniche reazioni sono state due lettere inviatemi dal Nieri, in cui venivo attaccata personalmente come principale responsabile della situazione, il tutto accompagnato da osservazioni piuttosto indisponenti, con toni che confondono l’effetto con la causa. Il destinatario delle critiche non può essere né la direzione né il personale dell’Istituto, che vede disconoscere nelle lettere del Nieri e nella sua intervista tutto l’impegno. Per questo motivo ho ritenuto che non fosse il caso di rispondere. Stupisce ora si dia spazio a questa polemica a scoppio ritardato. Anche l’appello alla Fondazione appare fuori luogo. Questa non può certo risolvere i problemi del Ministero, anche se va dato atto che ha sempre sostenuto l’Archivio. Quanto a noi, continueremo a svolgere il nostro servizio alla comunità».

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