Sicurezza
L’affondo di Caselli: «Terra bruciata intorno alla mafia»
LUCCA. C’è il racconto di tutta una vita nel libro di Gian Carlo Caselli “Niente altro che la verità” scritto a quattro mani con il giornalista Mario Lancisi, presentato ieri nell’auditorium della...
LUCCA. C’è il racconto di tutta una vita nel libro di Gian Carlo Caselli “Niente altro che la verità” scritto a quattro mani con il giornalista Mario Lancisi, presentato ieri nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte. Dalle vicende personali a quelle professionali che lo hanno visto tra i protagonisti di quella complessa porzione di storia italiana tra la metà del Novecento e gli inizi degli anni Duemila. Personaggio di spicco della magistratura impegnato prima nella lotta al terrorismo, poi alla mafia, Caselli ha ripercorso decenni difficili del nostro Paese durante i quali ha sempre combattuto in prima fila contro le ingiustizie di una realtà purtroppo ancora non debellata, indipendentemente dalle accuse di protagonismo, infamie, calunnie e minacce. Una realtà fatta di interessi e intrecci politici che ha affrontato a testa alta, senza alcun timore né momenti di cedimento, fino a pagare prezzi alti e finire additato addirittura come farabutto durante il processo Andreotti andato avanti per oltre dieci anni. La sua tenacia e la fermezza con cui ha sempre portato avanti il suo lavoro gli hanno consentito di vivere ogni giorno nella convinzione che mai ci si deve arrendere, ma lottare fino a sconfiggere i mali della società. È un fiume in piena Caselli mentre, dopo il saluto del sindaco Alessandro Tambellini, risponde alle domande del giornalista Marco Innocenti sull’esperienza di una vita vissuta quasi sempre sotto scorta ed esposta ad ogni pericolo insieme a quella dei familiari. Secondo Caselli «non esiste una ricetta per sconfiggere le mafie» ma, come fu per gli anni di piombo, «bisognerebbe arrivare all’isolamento, facendo terra bruciata intorno alla malavita organizzata». Naturalmente con l’ausilio dei mezzi dello Stato «purtroppo sempre più scarsi, commenta il magistrato, e quindi inadeguati per combattere a fondo corruzione, frodi, economia illegale e traffici di ogni tipo che continuano a minare una società che meriterebbe più sicurezza per vivere serenamente».
Rossella Lucchesi
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