Il Tirreno

Lucca

Inquilino si punta il coltello alla gola per evitare lo sfratto

di Andrea Giorgi
Inquilino si punta il coltello alla gola per evitare lo sfratto

Momenti di tensione ieri mattina in via Corsica a San Vito L’uomo bloccato in tempo da carabinieri e municipale

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LUCCA. Varie volanti della polizia municipale e dei carabinieri. Una quindicina di agenti, in divisa ed in borghese, a presidiare la zona: deve essere stato un risveglio assai brusco per i residenti di via Corsica, a San Vito, che affacciandosi alla finestra verso le 9 di mattina si sono trovati sotto casa un tale spiegamento di forze, tanto da lasciare pensare che fosse successo qualcosa di veramente grosso, in quel quartiere così notoriamente disagiato.

Invece in scena andava solamente l’ordinaria, quotidiana miseria: uno sfratto esecutivo ai danni di un residente della zona da anni nel mirino dell’ufficio casa del comune di Lucca perché risiedeva, senza averne i titoli, in uno degli appartamenti delle case popolari. Nell’aria si respira la tensione, mentre in strada si attende l’arrivo del diretto interessato, prelevato a lavoro da una volante dei carabinieri della stazione di Borgo Giannotti, con a bordo il maresciallo Carlo Zingale: un operaio della ditta di traslochi ha pronto in mano un trapano elettrico, per sfondare la serratura nel caso il residente rifiutasse di aprire la porta.

Gli uomini della municipale sono nervosi, non gradiscono la presenza dei giornalisti: tutti si aspettano che la cosa possa andare a finire male, dal momento che alcuni mesi fa, in una occasione simile, il residente era giunto al punto di minacciare di gettarsi dal tetto, pur di bloccare gli operai. D’altra parte che la situazione dello sfrattato sia tutt’altro che rosea, come capita purtroppo spesso in questi casi, è cosa nota: padre separato, con un lavoro a nero nel settore edile che gli consente appena di sopravvivere, senza neanche acqua e luce nella propria abitazione.

Una storia, purtroppo, simile a moltissime altre, anche all’interno di questo stesso quartiere. Quando l’uomo arriva tutto sembra filare liscio. Solo alcuni scambi di battute sul piazzale, e dopo pochi minuti siamo già sulla soglia di casa, senza bisogno di sfondare la porta. Ma all’interno, lontano da occhi indiscreti, si consuma il dramma, che terrà in scacco le forze di polizia per alcune ore. Urla, schiamazzi, un via vai di agenti sempre più concitato. Si va avanti così per un’ora con carabinieri e vigili che cercano di calmarlo. Alla fine dall’appartamento esce un coltello. L’uomo se lo era puntato al collo minacciando di suicidarsi: un gesto disperato che ha costretto le forze dell’ordine a intervenire per immobilizzarlo e impedire che facesse male a sé o ad altri. Nel parapiglia qualcuno ha anche spruzzato nell’aria spray al peperoncino che, in ambiente talmente ristretto ed affollato, ha finito per ritorcersi soprattutto contro gli uomini delle forze dell’ordine, alcuni dei quali sono dovuti uscire in tutta fretta, accusando difficoltà respiratorie e bruciore agli occhi.

Alla fine si è reso necessario l’intervento di una autoambulanza, i cui addetti hanno somministrato una dose di tranquillante allo sfrattato, riuscendo a trasportarlo fuori, sedato ed ammanettato, affinché gli operai del trasloco riuscissero ad iniziare il loro lavoro. Sotto gli occhi dei vicini, alcuni dei quali hanno preso le difese dell’uomo urlando ingiurie verso gli agenti che lo hanno portato fuori di casa, il cane ed il gatto sono stati trasportati momentaneamente nel canile di Pontetetto. La poca mobilia, catalogata e fotografata, è stata invece caricata su un furgone diretto ad un deposito del comune. L’uomo è stato portato in ospedale e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Sarà denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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