Il Tirreno

Lucca

Festa grande a Pescia per il nuovo vescovo

Monsignor Roberto Filippini guida la diocesi che comprende le parrocchie di Altopascio e Montecarlo

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PESCIA. «Quando le damigelle di onore mi hanno offerto la chiave della città mi sono augurato che fosse la chiave di tutti i vostri cuori». Queste le prime parole che domenica il nuovo vescovo di Pescia Roberto Filippini – una volta arrivato a Porta Fiorentina – ha rivolto alle migliaia di fedeli provenienti da tutte le località della diocesi, compresi quelli provenienti da Altopascio e Montecarlo. Si aspettava una giornata di festa e così è stato, con orari e riti del protocollo religioso di accoglienza rigorosamente rispettati. Una partecipazione non solo come spettatori, ma anche attiva, per i tanti pesciatini impegnati come figuranti dei quattro rioni della città, Ferraia, San Francesco, San Michele e Rione Santa Maria. In costumi medioevali, con archi e frecce, chiarine e tamburi hanno accolto il vescovo sul viale Europa e lo hanno accompagnato lungo tutto il percorso delle varie tappe previste dal cerimoniale, compresa la solenne processione che ha poi condotto monsignor Filippini e gli altri vescovi e numerosissimi preti al seguito dentro la cattedrale.

Oltre ai rappresentanti dei rioni, presenti i sindaci dei comuni con i gonfaloni, le associazioni di volontariato, le massime cariche delle forze dell'ordine. E, soprattutto ali di folla che ha salutato il nuovo vescovo con scrosci di applausi al suo passaggio, ottenendo altrettanti applausi in cambio da parte del presule. Qualcuno si è anche lanciato in saluti meno convenzionali: «Ciao Roberto!». Volto rilassato e sorridente, Filippini ha dato subito l’impressione del sacerdote alla mano, abituato al contatto diretto anche con realtà difficili come quella del carcere. Proprio sulle scale, prima di entrare in Duomo, il vescovo ha dato la benedizione alle centinaia di presenti rimasti fuori dalla chiesa, stipata ormai da due ore. Tutti hanno avuto modo di seguire la cerimonia fin dall’arrivo del vescovo, grazie al maxi-schermo allestito sulla piazza. «Voglio essere prima di tutto un leale cittadino che intende impegnarsi e dare un contributo per il bene comune». Una cura speciale, ha detto il vescovo, va riservata a «chi è rimasto senza lavoro o non riesce a trovarlo, alle famiglie in sofferenza, ai giovani che bisogna aiutare a scoprire i valori di solidarietà e pace».

Il sindaco di Pescia Oreste Giurlani, oltre a salutare calorosamente il nuovo vescovo, ha voluto ricordare il suo precedessore De Vivo scomparso lo scorso settembre.

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