Il Tirreno

Lucca

Comunali part-time, si cerca l’accordo

di Luca Tronchetti e Barbara Antoni
Comunali part-time, si cerca l’accordo

Tentativo di conciliazione dal giudice del lavoro per i 50 addetti che si sono ritenuti «discriminati da valutazione illegittima»

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LUCCA. Una vicenda protrattasi per poco più di quattro anni e adesso giunta a un bivio. Nell’udienza di comparizione di domattina o si giunge a una conciliazione oppure il giudice prenderà una decisione attraverso una sentenza che metterà la parola fine (a meno di ricorsi in Appello della parte soccombente) ad una «querelle» che ha coinvolto una cinquantina di dipendenti comunali nella stragrande maggioranza donne. Un caso di diritti violati in relazione a un diverso trattamento di valutazione rispetto al resto degli impiegati comunali. In sostanza una sorta di discriminazione che, per la parte proponente assistita dall’avvocato Ivan Bechini di Prato, risale al 2010 quando l’allora dirigente generale comunale Massimiliano Volpi con un documento ufficiale e nelle varie riunioni con i dirigenti dell’epoca - ancora oggi in servizio - aveva stabilito che i lavoratori con orario a tempo parziale anche se volenterosi, onesti, capaci e in possesso della laurea non avevano diritto a ricevere la valutazione di «ottimo» invece adottata per la quasi totalità dei dipendenti a tempo pieno.

Il giudice del lavoro. Da lì la denuncia dei circa 50 dipendenti al giudice del lavoro affinchè decidesse sull’illegittimità del trattamento discriminatorio avallato dall’allora dirigente generale del Comune di Lucca. Il procedimento è stato iscritto a ruolo il 10 novembre 2011 e trattato dal giudice Luigi Nannipieri che, dopo alcuni rinvii legati alla natura del contenzioso e dei provvedimenti da prendere, a fine 2015 è stato trasferito al tribunale di Livorno. Così il fascicolo è finito nelle mani del giudice Susanna Messina chiamata a decidere della controversia.

Proposta di conciliazione. Il comune di Lucca - che ha nominato quale legale di fiducia l’avvocato Mario Andreucci - ha fatto una proposta ai dipendenti comunali part time sentitisi defraudati dalla progressione orizzontale imposta dall’ex dirigente generale. Ripristinare il precedente criterio di valutazione che non prevedeva un diverso trattamento di valutazione dei dipendenti part time o di quelli che usufruiscono della legge 104/92 riguardante i portatori di handicap diverso dai dipendenti full time. E, sulla base dei titoli di ognuno degli impiegati in questione, restituire i punti detratti nella graduatoria per effetto del part time. A quel punto calcolare se i punti riassegnati comportano di poter accedere alla progressione di carriera e di conseguenza economica prevista contrattualmente. Una valutazione «caso per caso» invece che «collettiva». L’unica strada percorribile per il Comune.

La decisione. Una proposta conciliativa senza ulteriore mediazione. Se non si addiverrà ad un accordo il giudice emetterà la sentenza nel giro di poco tempo.

Una pratica delimitata nel tempo. «La discriminazione fra dipendenti comunali part-time e a tempo pieno non esiste allo stato attuale. La discriminazione oggetto dell’azione legale contro il Comune intentata da una cinquantina di addetti è stata un fatto delimitato nel tempo». In sintesi, è quanto afferma Francesco Raspini, assessore al personale, a proposito del ricorso che si va a discutere domani in tribunale. Si tratta infatti di un provvedimento messo in atto dalla precedente giunta di centrodestra guidata da Mauro Favilla e ricaduta sulle spalle di quella attuale, di centrosinistra, guidata da Alessandro Tambellini. È probabile che il Comune, domani all’udienza, si presenti con un’ulteriore proposta di transazione ai ricorrenti.

Sindacati. I tre sindacati di categoria (di Cgil, Cisl e Uil) hanno seguito la vertenza fin dal suo inizio, sei anni fa. Come conferma Pietro Casciani della Uil Funzione Pubblica. «La vicenda - spiega - si è svolta sotto la giunta Favilla quando Volpi era direttore generale del Comune. Una penalizzazione del genere nei confronti dei dipendenti non part-time era inaccettabile. I lavoratori interessati chiedevano e chiedono un riconoscimento in termini economici del trattamento subìto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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