Sicurezza
Le opere di Salotti a Palazzo Pitti e al Musa
LUCCA. Tra le opere dei grandi artisti dal Settecento al Novecento italiano esposte nelle sale della Galleria d’arte moderna al secondo piano di Palazzo Pitti anche una scultura del maestro lucchese...
LUCCA. Tra le opere dei grandi artisti dal Settecento al Novecento italiano esposte nelle sale della Galleria d’arte moderna al secondo piano di Palazzo Pitti anche una scultura del maestro lucchese Giannetto Salotti. Ormai c’è la certezza: la Galleria fiorentina ha confermato il desiderio di accogliere un’opera della collezione Salotti nei suoi saloni monumentali. Sarà una scultura; dev’essere individuato quale esemplare tra gli oltre mille lasciati dal maestro verrà destinato al museo del capoluogo toscano; è probabile che la scultura sarà scelta fra quelle esposte a Palazzo Bernardini.
Ilaria Salotti, figlia di Giannetto, donerà il capolavoro alla Galleria d’arte moderna. Donerà inoltre altri esemplari della collezione al museo Musa di Pietrasanta. Il quale ha chiesto di ospitare, oltre alle opere di Salotti quale emblema dell’arte degli anni Settanta, anche strumenti di lavoro del maestro. Spiega Franca Severini, curatrice della collezione che «verranno inviati per l’esposizione strumenti usati da Salotti per scolpire».
Un motivo di soddisfazione dopo tante battaglie portate avanti da Franca Severini e Ilaria Salotti per valorizzare l’opera del maestro scomparso nel 2013. Anche se non è andata a buon fine quella per conservare l’atelier-museo all’interno della casermetta San Martino dove Salotti ha lavorato gli ultimi vent’anni della sua vita.
La casermetta infatti, inserita nel bando per la riassegnazione di tutti gli spazi analoghi delle Mura urbane, avrà a breve un nuovo inquilino. Le opere di Salotti, come molte probabilità a questo punto, verranno custodite in un locale dell’istituto Carlo Del Prete, in virtù di una trattativa avviata con l’amministrazione comunale.
Nelle ultime settimane il caso della collezione “sfrattata” per effetto di una scelta della pubblica amministrazione ma allo stesso tempo supportata da tanta parte del mondo della cultura e dell’arte italiano e oltreconfine, è finito anche sulle scrivanie del Quirinale, a seguito di una segnalazione via email sulla vicenda inviata da Franca Severini.
Il Quirinale si è subito messo in moto scrivendo al Comune. Non con una lettera dai toni inquisitori né di condanna per l’operato dell’amministrazione, come si è a lungo vociferato, ma con un invito a non trascurare il valore della collezione.
«Illustre sindaco - scrive ad Alessandro Tambellini il professor Louis Godart, consigliere per la conservazione del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica nella lettera tanto chiacchierata ma mai resa pubblica finora -, il Presidente della Repubblica ha ricevuto questa email da parte della Signora Severini. Senza voler minimamente interferire sulle decisioni prese dall’Amministrazione Comunale mi permetto sottolineare l’importanza della collezione di Giannetto Salotti. Con viva cordialità, Suo prof. Louis Godart».
Intanto prosegue la trattativa fra l’amministrazione e la proprietà per definire le modalità del trasloco delle opere dalla casermetta San Martino ai locali designati dell’istituto Carlo Del Prete. Alcuni sopralluoghi sono già stati effettuati per decidere come pianificare lo spostamento, del quale l’amministrazione si farà carico dal punto di vista economico.
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