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Il caso di Vitiana, Barsi è ancora in ospedale

Il caso di Vitiana, Barsi è ancora in ospedale

Il fatto di ieri, seppure la dinamica sia completamente diversa, riporta alla mente l’evento del 7 novembre a Vitiana, quando un colpo di fucile esploso da un cacciatore, Marco Zappelli, 58enne di...

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Il fatto di ieri, seppure la dinamica sia completamente diversa, riporta alla mente l’evento del 7 novembre a Vitiana, quando un colpo di fucile esploso da un cacciatore, Marco Zappelli, 58enne di Ghivizzano, raggiunse il volto di Gianfranco Barsi, operaio alla cartiera Tronchetti. In quel caso, però, non si trattò di un incidente: al termine di una banale discussione per il passaggio da un sentiero privato, Zappelli perse la testa e da distanza ravvicinata sparò in faccia a Barsi, poi rivolse l’arma contro il figlio dell’operaio e fece nuovamente fuoco, ma senza fare centro. Barsi venne trasportato d’urgenza a Cisanello.

A distanza di oltre due mesi, Barsi è ancora ricoverato nel reparto di riabilitazione dell’ospedale di Cisanello, impegnato in un lungo e faticoso percorso. «Viene aiutato nel recupero della funzionalità degli arti superiori e inferiori e nella tecnica di respirazione – scriveva qualche giorno fa su Facebook il parroco – Ogni passo di miglioramento è un successo che riempie di fiducia». Intanto la Procura ha chiuso le indagini: su Zappelli, attualmente in carcere, pesa l’accusa di duplice tentato omicidio.

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