Sicurezza
Addio allo Scoiattolo del ciclismo
Morto Gianneschi, la famiglia autorizza la donazione degli organi
Addio «Scoiattolo». Dopo la morte cerebrale dichiarata dai medici dell’ospedale di Cisanello nella notte tra saboto e domenica, il cuore di Mauro Ruffo Gianneschi, 84 anni, ex corridore di ciclismo ai tempi d’oro di Coppi e Bartali, ha smesso di battere. Ma il pensionato, originario di Ponte Buggianese e residente ad Altopascio, lascia questo mondo con un ultimo gesto di generosità: la sua famiglia, assecondando le volontà del defunto, ha dato l’autorizzazione alla donazione degli organi. Ora saranno i medici di Cisanello a valutare il da farsi. Si attende questo ultimo passaggio per poter organizzare i funerali dell’uomo, residente a Spianate, nel Comune di Altopascio. Al momento in cui scriviamo non è ancora stata fissata una data.
L’incidente. Gianneschi era stato investito giovedì scorso, intorno alle 19, sulla via Romana, da uno scooterista che non si è neppure fermato a soccorrerlo. Stava passeggiando lungo la strada, in cerca del cane: all’improvviso viene travolto dal centauro. I soccorsi furono allertati da un automobilista: la centrale operativa del 118 Alta Toscana inviò sul posto l’auto medica della misericordia di Montecarlo e poi un’ambulanza che trasportò l’anziano all’ospedale San Luca. Ma i medici del nosocomio lucchese, valutata la gravità del trauma cranico, ne disposero l’immediato trasferimento a Pisa, nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Cisanello. Sabato i medici hanno decretato la morte cerebrale e dopo le verifiche previste dalla legge hanno certificato il decesso dell’uomo.
Il personaggio. Nato il 3 agosto del 1931 a Castelfranco di Sotto, ma trasferitosi giovanissimo a Ponte Buggianese, Gianneschi corse nei professionisti tra il 1954 e il 1959. Fra i piazzamenti di maggior rilievo un quarto posto alla Milano-Sanremo del 1955 e un undicesimo posto ai campionati del Mondo di Lugano quando, chiamato da Binda come gregario, aiutò Coppi nella conquista del titolo iridato. Da Dilettante ha corso anche con l'SS Assi di Firenze in squadra con il lucchese Polo Bernardini vincendo, nel 1951, il Gran Premio Città di Camaiore. Nel 1953 vinse anche il gran premio di Ginevra e la Coppa Bursi. Ma il successo più importante è quello dell’anno successivo: nel 1954 Gianneschi trionfò in una tappa del Giro d’Italia, tagliando per primo il traguardo sulla vetta dell’Abetone, nella sua Toscana.
L’indagine. Intanto proseguono le indagini per cercare di individuare il responsabile dell’investimento: la polizia municipale, intervenuta sul luogo dell’incidente per i rilievi, ha acquisito le testimonianze di alcuni automobilisti che hanno assistito alla scena. Al vaglio ci sarebbero anche le telecamere di sorveglianza presenti in zona, dalle quali si vede uno scooter con a bordo un giovane che travolge Gianneschi.
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