Il Tirreno

Lucca

Salta in aria uno sportello bancomat

di Luca Tronchetti
Salta in aria uno sportello bancomat

Torna la gang dell’acetilene che sventra la cassa dell’agenzia Mps a Segromigno in Monte e s’impossessa di 50mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





SEGROMIGNO IN MONTE. La gang dell’acetilene è tornata. E il colpo è di quelli con il botto: quasi 50mila euro e una parete, oltre alla porta a vetri in frantumi, sventrata con il rischio di un crollo di parte della struttura. Tredici mesi dopo la spaventosa deflagrazione allo sportello bancomat dell’agenzia della Cassa di Risparmio di Lucca sulla via Sarzanese a San Leonardo in Treponzio ecco che la banda, forse la stessa, ci riprova e fa centro alla filiale in via di Piaggiori a Segromigno in Monte del Monte dei Paschi di Siena.

L’esplosione. L’allarme scatta alle 4,30 del mattino, esattamente come il 16 dicembre del 2014. Ma la gang entra in azione a notte fonda. Perché per far saltare in aria lo sportello automatico del bancomat occorre tempo. Già un’ora e mezzo prima i malfattori sono in zona. A giudicare dai danni all’edificio che ospita l’istituto di credito (l’intestazione è ancora Banca Toscana, già acquisita da Mps anni addietro) non sono grandi esperti chimici. Perché il metodo usato è collaudato da anni, ma la miscela di ossigeno e acetilene inserita all’interno della cassetta metallica non è dosata al punto giusto. Una miscellanea errata può provocare, come negli ultimi due episodi in Lucchesia, un’esplosione tremenda e danni alle strutture oppure un botto irrilevante che non fa saltare la cassetta bancomat. Il sistema usato dalla banda entrata in azione è quello solito: usando un trapano la gang pratica un foro vicino alla cassa continua dove inserisce un tubicino di plastica che tocca la piastra metallica della cassetta del bancomat. Riempie il tubo di un miscela di ossigeno e acetilene usato per le saldature e prepara l'innesco con fili elettrici sistemati all'altezza dello sportello. Nel giro di un quarto d'ora la miscela gassosa forma una camera di combustione che provoca l'esplosione.

Soldi rimasti a terra. Il botto sveglia gli abitanti della zona e il sistema d’allarme è privo di commutatore diretto. Vale a dire non è collegato con le forze dell’ordine, ma con una società di vigilanza che, una volta ricevuta la chiamata, provvede ad avvertire la centrale operativa dei carabinieri (112). Il bancomat era stato caricato nella serata di mercoledì con l’inserimento di 60mila euro. L’esplosione ha disperso nel locale della banca circa 5500 euro. Tra i soldi lasciati a terra e i prelievi effettuati dai correntisti nelle 24 ore antecedenti al colpo gli inquirenti stimano in 45-50mila euro il bottino dei malfattori. Che nel giro di un paio di minuti si allontanano dalla zona a bordo di un’auto rubata lasciando danni ingentissimi all'interno della filiale dove i vetri e una parete sradicata balzano subito agli occhi dei carabinieri del radiomobile e della stazione di Lammari che giungono in zona pochi istanti dopo la chiamata al 112. Con loro anche i vigili del fuoco visto che lo scoppio ha provocato un principio d’incendio. Le telecamere non sono di alta definizione e non riescono a fornire elementi utili a livello investigativo. I pompieri hanno messo in sicurezza l’edificio mentre i carabinieri hanno istituito posti di controllo. Ma la gang di pendolari del crimine arrivata chissà da dove è uccel di bosco. E non sarà facile scoprire gli autori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa