Il Tirreno

Lucca

centro di accoglienza

«Mele nel cassonetto» Scoppia la polemica ma erano contaminate

di Flavia Barsotti

LUCCA. Una grande quantità di mele che riempie, quasi per intero, uno dei cassonetti di fronte al centro di accoglienza Cri di via delle Tagliate. È l’immagine pubblicata sui suoi profili Facebook da...

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Una grande quantità di mele che riempie, quasi per intero, uno dei cassonetti di fronte al centro di accoglienza Cri di via delle Tagliate. È l’immagine pubblicata sui suoi profili Facebook da Sovranità Lucca e inviata alle testate giornalistiche della città per denunciare un episodio che, Fabio Barsanti, coordinatore regionale del movimento, definisce “scandaloso. «Un fatto di una gravità inaudita – afferma - È questo il sistema di gestire l'accoglienza e i soldi pubblici per accogliere i clandestini? È questo il rispetto per una cosa importante come il cibo e per chi veramente non ha da mangiare?».

Un attacco, quest’ultimo di Sovranità, che si inserisce in una polemica più ampia contro il sistema di gestione dell’accoglienza per cui Barsanti fa sapere che il movimento procederà attraverso una raccolta firme «per pretendere che chi gestisce questi soldi pubblici fornisca ai cittadini una rendicontazione precisa, voce per voce, di tutte le uscite e le spese».

Per fornire una spiegazione dettagliata su quanto accaduto, è intervenuto il Presidente del Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana, Enzo Rosario Fasano. «Le mele “incriminate” che la Croce Rossa avrebbe buttato, sono state contaminate dal gas refrigerante sprigionato dal tubo di refrigeramento della cella frigo, all'interno della quale erano custodite e che, per un malfunzionamento della stessa, si è rotto – spiega – La Croce Rossa, e men che meno i richiedenti asilo del centro di prima accoglienza, non sprecano niente di quello che con tanti sacrifici si cerca di mettere insieme per aiutare chi soffre». Una nota, la sua, che prosegue con un accorato appello. «Le persone dovrebbero informarsi prima di denigrare chi quotidianamente si sacrifica per alleviare le sofferenze altrui. Seminare odio e razzismo non aiuta nessuno. A loro consiglierei di provare a toccare con mano la sofferenza. Sono certo che ne trarrebbero solo vantaggi e gratificazioni spirituali». L’episodio è avvenuto nello stesso giorno in cui 5 ispettori dell’Unhcr hanno visitato il campo: la loro relazione è stata soddisfacente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa