La manifestazione
Travolto e ucciso mentre passeggia
Un pensionato è stato investito da un’automobilista che non l’avrebbe visto a causa del ghiaccio sul parabrezza
CAPANNORI. Da tempo Aladino Riccomini, 78 anni, era un habitué delle passeggiate mattutine fra Segromigno e Camigliano: almeno da quando, un paio di anni fa, aveva avuto un infarto e il medico gli aveva consigliato di muoversi. E il freddo pungente di ieri mattina non l’aveva scoraggiato: era partito dalla propria abitazione di via delle Ville, a Segromigno in monte, e si stava dirigendo verso la zona di villa Torrigiani. Ma proprio lungo la strada il destino ha voluto colpire il pensionato, travolto e ucciso da un’automobile all’incrocio fra via di Piaggiori, lo Stradone di Camigliano e via Sant’Andrea intorno alle 7.30.
Un destino che non ha voluto risparmiare una macabra coincidenza: perché calzaturiero in pensione era Riccomini, che per anni aveva lavorato al “Lenzi”; e impiegata nello stesso settore è la donna di 51 anni alla guida della Fiat Seicento che ha travolto l’anziano. Anzi, la signora - residente anch’essa nella zona - si stava proprio recando al lavoro quando è accaduto l’incidente.
La ricostruzione di quanto avvenuto, curato dagli uomini della polizia stradale di Bagni di Lucca intervenuti con due pattuglie, sembra essere abbastanza consolidata. Riccomini si trovava proprio all’incrocio fra via di Piaggiori e lo Stradone, camminando vicino al ciglio della carreggiata. La donna arrivava da via di Piaggiori e doveva girare a destra sullo Stradone: nell’affrontare la svolta, ha travolto l’anziano, che è caduto rovinosamente a terra, a distanza di qualche metro dal mezzo, riportando traumi gravissimi.
Secondo quanto accertato dalla stradale, la donna non si sarebbe accorta dell’anziano a causa del ghiaccio che aveva sul parabrezza. Il vetro non era perfettamente sbrinato e consentiva una visibilità solamente parziale. La donna, dunque, non si sarebbe resa conto del pedone, come dimostrerebbe anche l’assenza di segni di frenata sull’asfalto. Inoltre, proprio in corrispondenza della curva, a quell’ora si era formata una lastra di ghiaccio che potrebbe aver contribuito a causare l’incidente.
La prima a soccorrere Riccomini è stata proprio la signora alla guida della Seicento: ha dato l’allarme chiamando il 118, che ha inviato sul posto un’ambulanza della Croce Verde di Porcari.
La manovre di rianimazione tentate dai sanitari sono state inutili: troppo gravi le ferite subite dall’anziano, che prima di finire a terra era anche rovinato sul cofano e sul parabrezza dell’utilitaria.
Anche la donna è stata soccorsa da un’ambulanza (della Misericordia di Capannori) per alcune lievi ferite e - soprattutto - per lo stato di choc seguito all’incidente e al suo esito fatale.
La salma, dopo il nulla osta del pubblico ministero di turno Aldo Ingangi è stata poi trasportata all’obitorio di Lucca: ancora da decidere la data dei funerali.
Sul posto dell’incidente è arrivato, mentre i soccorritori stavano ancora lavorando, anche il figlio della vittima che già si stava preoccupando per non aver visto il padre tornare a casa. L’uomo è stato avvertito proprio da uno dei soccorritori e, una volta arrivato, è toccato proprio a lui riconoscere la salma di Riccomini.
La notizia della morte dell’anziano si è subito diffusa a Segromigno e nei paesi vicini, nei quali Riccomini aveva trascorso tutta la propria vita.
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