Sicurezza
Sì alla legge ma in piazza scenderanno in pochi
Apertura di alcuni dei consiglieri comunali rispetto alle coppie di fatto ma restano i dubbi sull’adozione dei bambini da parte di coppie dello stesso sesso
LUCCA. In pochi prenderanno parte attiva alle iniziative organizzate a sostegno delle unioni civili e quindi del ddl Cirinnà che approderà in Senato il 28 gennaio. La maggior parte però si dichiara favorevole o comunque aperto al riconoscimento delle coppie di fatto anche se non mancano le perplessità sulla stepchild adoption, ovvero l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso. È questa la fotografia, seppur parziale, del pensiero dei consiglieri comunali lucchesi. In prima linea ci sono Valentina Mercanti (Pd) e Renato Bonturi (Pd). Entrambi parteciperanno al presidio organizzato da LuccAut in piazza San Michele. «Non credo abbia senso in questa fase prendere parte a un corteo - dichiara Valentina Mercanti - io sono favorevole al ddl Cirinnà e penso che sia necessario supportare un’azione di sensibilizzazione. Sono favorevole anche alla stepchild adoption e a dirla tutta sarei favorevole anche al riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ecco perché ritengo che il ddl Cirinnà debba essere approvato così, perché penso che sia già un compromesso». Con lei anche Renato Bonturi: «Ho dato la mia adesione a LuccAut. Penso che sia un momento importante per manifestare contro le discriminazioni e una mobilitazione comune la vedo più proficua proprio nell’ottica del raggiungimento del risultato». Leggera apertura invece, da parte di Nicola Buchignani (Forza Italia - Alternativa Civica): «Non parteciperò alle manifestazioni per motivi di lavoro. Io sono cattolico e non sono contrario perché è giusto che vengano riconosciute anche le coppie di fatto. Per quanto riguarda le coppie omosessuali penso che ci sia bisogno di un cambio di mentalità anche da parte della chiesa e non penso che basti partecipare a una manifestazione perché questo avvenga». Più critico invece il suo capogruppo Marco Martinelli: «Sono sostenitore della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio e non sono disposto a svuotare questa istituzione attribuendo a unioni affettive anche omosessuali un riconoscimento giuridico analogo a quello matrimoniale. Del ddl Cirinnà non convincono le norme sulle adozioni che potrebbero preparare il terreno a pratiche di sfruttamento delle donne». Un’altra apertura invece arriva dal consigliere Angelo Monticelli di Insieme per Favilla sindaco: «Mi sono astenuto nel voto in consiglio comunale sulle unioni civili. Sono situazioni complesse ma non posso dire di essere contrario in assoluto. Ho più perplessità sulla stepchild adoption ma penso che sia giusto dotarsi di una legge che possa trovare una posizione di garanzia nell’interesse dei bambini». Perplessità sulla stepchild adoption anche da parte dell’ex sindaco Pietro Fazzi: «Non parteciperò agli eventi organizzati in città non perché sia contrario in assoluto ma perché secondo me non è una situazione che va affrontata con le barricate. Infatti non parteciperò nemmeno al Family Day del 30 gennaio». Invoca prudenza sulla stepchild adoption anche Luca Leone (Impegno Comune - Scelta Civica): «Fossi stato io in Parlamento avrei cominciato con le unioni civili anche se comunque un conto è il matrimonio, un conto sono le coppie di fatto. Che ci sia un riconoscimento giuridico è giusto ma sarei stato più cauto con la questione adozioni». Più distaccato invece il Movimento 5 Stelle che «considera il tema delle unioni civili non prioritario per la città». «Tutta la solidarietà per la manifestazione - ha detto Laura Giorgi - ma abbiamo altri problemi più urgenti come la Gesam e la mancanza di trasparenza. Su questo tema comunque seguiremo l’indicazione nazionale del partito».
(f.s.)
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