Il Tirreno

Lucca

Ecco le zone off-limits per i nuovi bar

di Federica Scintu
Ecco le zone off-limits per i nuovi bar

Lo stop alle aperture durerà da due a tre anni a seconda dell’area: trasferimenti di attività possibili solo dalla A alla B

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LUCCA. Difendere il decoro del centro storico e le sue ricchezze che sono anche le attività commerciali artigianali, proteggere il pregio monumentale e paesaggistico che lo caratterizza e che, in questi ultimi anni, ha spinto un numero sempre maggiore di turisti a scegliere Lucca come meta delle proprie vacanze. Ma anche intervenire nel mercato immobiliare del centro, ormai condizionato dall’interesse prevalente per l’apertura di bar (come dimostra il numero delle nuove aperture, 7 nel 2014 e 8 nel 2015) magari anche a discapito delle attività del commercio tradizionale. Sono questi, in estrema sintesi, i motivi che hanno portato il Comune a dotarsi di una moratoria che regolerà, almeno per i prossimi tre anni, le aperture di nuovi esercizi di somministrazione all’interno del centro storico. E lo regolerà in maniera molto rigida disponendo di fatto il divieto di aprire nuovi bar per un periodo che va da due a tre anni a seconda della zona del centro storico.

Ieri il testo è passato in commissione e il 26 gennaio sarà discusso in consiglio comunale. Asse portante del provvedimento la suddivisione, da una parte degli esercizi di somministrazione in tre categorie e dall’altra del centro storico in due aree.

Cosa prevede la moratoria. Nello specifico, fino al 31 dicembre del 2018, sarà vietata l’apertura di nuovi “esercizi di somministrazione” (quelli dove si vendono solo cibi non preparati nell’esercizio) e di “esercizi di somministrazione con limitata tipologia produttiva” (la preparazione si limita a panini semplici, di toast, tramezzini, o al riscaldare dei piatti monodose) all’interno dell’area A (nella mappa in rosso). Lo stesso divieto sussisterà nell’area B (nella mappa in grigio) ma in questo caso fino al 31 dicembre del 2017. In centro dunque potranno aprire solo ristoranti, pizzerie, osterie, trattorie, ecc... facenti parte della terza categoria di esercizi di somministrazione che la moratoria stessa considera immune.

Per quanto riguarda invece il trasferimento di un’attività già esistente, questo sarà possibile solo dalla zona A alla B e non viceversa. Inoltre la moratoria prevede anche che fino al 31 dicembre del 2018 non possano essere rilasciate nuove concessioni di suolo pubblico a nessuno dei nuovi esercizi di somministrazione.

Quali sono i confini delle due aree. Il centro storico è stato diviso in due macroaree, dove la zona A è il cuore e la B è la “periferia”. La mappa è la stessa allegata anche al regolamento del commercio. La zona A comprende l’area delimitata da: piazza S. Maria del Borgo lato sud, via del Gonfalone, via della Zecca, piazza della Madonna dello Stellario, via del Fosso, un breve tratto di via Elisa, via santa Croce, piazza S. Maria Foris porta lato nord ovest, via della Rosa, piazzetta della Rosa, corso Garibaldi, via della Corticella, piazza San Romano lato nord, via del Ghironcello, piazza della Magione lato nord ovest, via Vittorio Emanuele, via del Crocifisso, via S. Paolino, piazzale Verdi lato est, via Pelleria, via Galli Tassi, via S. Giustina, via del Loreto, via San Giorgio, via Cesare Battisti, via San Frediano, via Cavallerizza. La zona B invece parte dal confine esterno dell’area A ed è delimitata dai viali di circonvallazione.

Come si è espressa la Commissione. Durante l’esame del testo della moratoria, approvato dalla commissione con quattro voti a favore su sei presenti, Forza Italia ha proposto degli emendamenti. Tra questi il trasferimento da area ad area delle attività già esistenti, che sarà consentito solo da A a B e una ancor più esplicita dicitura a proposito del suolo pubblico che, per le nuove attività di ristorazione non potrà essere richiesto fino al 31 dicembre 2018.

 

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