Il Tirreno

Lucca

Stop fino a 3 anni per i nuovi bar

di Luigi Spinosi
Stop fino a 3 anni per i nuovi bar

Nel centro storico moratoria anche sul suolo pubblico

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LUCCA. Una moratoria di quasi due anni, che arriverà a tre per la zona più centrale di Lucca, nei quali non sarà possibile aprire - con alcune eccezioni - nuovi esercizi di somministrazione di alimenti e bevande: questa la proposta che sarà portata domani pomeriggio in commissione bilancio e sviluppo economico dall’assessore Giovanni Lemucchi. Secondo quanto riportato dallo stesso documento, è indirettamente confermato dagli umori che si respirano in città, la proposta piacerebbe anche alle associazioni di categoria.

Chi e come. Il provvedimento prevede un blocco delle nuove aperture fino al 31 dicembre 2018 per gli esercizi compresi nell’ambito A, ossia il “cuore” centrale della Lucca dentro le mura, blocco che scende al 31 dicembre 2017 (in pratica poco meno di due anni) per gli esercizi compresi nel’ambito B del centro storico. Il divieto però non interesserà tutti gli esercizi di somministrazione. Questo termine comprende tre varietà di locali (vedi riquadro), e il provvedimento non interesserà sostanzialmente quelli nella terza categoria, sostanzialmente osterie, ristoranti, trattorie, pizzerie e così via. Il blocco, insomma, riguarderà locali come bar , caffetterie e simili.

L’eccezione. Il blocco non riguarderà però i trasferimenti all’interno della cerchia muraria. Cioè, chi ha già un locale in uno dei due ambiti e lo vuole spostare, lo potrà fare.

L’altro limite. C’è poi un altro divieto, che riguarda anche chi potrà aprire, e ai quali fino al 31 dicembre 2018 (indipendentemente dall’ambito) non potranno essere rilasciate concessioni di suolo pubblico.

Il perché. La motivazione alla base di queste nuove regole è illustrata nelle premesse del documento che sarà portato domani in commissione, ossia quello di valorizzare il centro storico e di tutelarne anche il tradizionale tessuto economico. La crescita dei flussi turistici in questi ultimi anni ha infatti favorito il proliferare di attività di somministrazione (nel perimetro più ristretto ci sono state 7 nuove aperture nel 2014 e 8 nel 2015) e questo va a tutto svantaggio di altre attività commerciali (per esempio con un aumento degli affitti che molti negozi tradizionali difficilmente riescono a sopportare). Il rischio è quello di trovare una città dove degli antichi negozi rimangono solo le insegne storiche sopra le vetrine, dove si possono trovare bar e caffetterie ad ogni angolo, mentre comprare un vestito, un libro, un paio di scarpe o un disco diventa un’impresa quasi impossibile.

Il dubbio. Non viene spiegato nel dettaglio quale sarà invece il destino dei cosiddetti “temporary store” di tipo alimentare che caratterizzano l’evento del Lucca Comics ma, leggendo il testo, l’impressione e che il prossimo autunno potremo vedere negozi temporanei di fumetti, di gadget, ma non, per esempio, di ramen.

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