Il Tirreno

Lucca

La rabbia dei dipendenti: non svendeteci

di Flavia Barsotti
La rabbia dei dipendenti: non svendeteci

Corteo con presidio sotto il municipio. Una delegazione ricevuta dal sindaco: «Non metteremo nessuno alla porta»

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LUCCA. Questa amministrazione comunale che detiene la maggioranza delle azioni del gruppo vuole dividerci, svenderci, eliminare quanto dai lucchesi costruito in più di quarant'anni di storia solo per interessi economici a breve termine». Comincia così uno dei volantini distribuiti dai dipendenti Gesam ai cittadini durante il corteo partito ieri intorno alle 10 da Porta San Pietro e concluso, con un presidio di protesta di fronte a Palazzo Orsetti, organizzato in occasione dello sciopero nazionale indetto per l’intera giornata. Una delegazione è stata poi ricevuta dal sindaco Alessandro Tambellini, che ha usato parole rassicuranti.

Il motivo di tanta agitazione è da ricercarsi nella ventilata scissione della società che potrebbe far perdere al pubblico il controllo dell’azienda ma che, per l’amministrazione, parrebbe risultare l’unico mezzo per partecipare alla gara per la gestione della rete del Gas. «L’affidamento deve avvenire sulla base del miglioramento della qualità del servizio, dei livelli di sicurezza, delle estensioni della rete e degli investimenti e sul contenimento delle tariffe – sostengono i manifestanti – non sulla cancellazione dei diritti dei lavoratori». Davanti a Palazzo Orsetti, hanno così reclamato la trasparenza da parte del Comune, attraverso cori, slogan e volantini, chiedendo il rispetto delle regole e le garanzie economiche e industriali sui servizi offerti. Gli striscioni e i cartelli, a tratti anche ironici, hanno fatto la loro parte contribuendo ad attirare l’attenzione.

Al grido di «quale futuro?», con i fischietti, i campanacci e i megafoni, i dipendenti hanno così chiesto di essere ascoltati in un incontro che non ha tardato ad arrivare. Verso le 10,30 infatti, una delegazione di rappresentanti sindacali è stata ricevuta dal sindaco. «Tambellini – afferma Massimo Graziani di Uiltec – si è impegnato a darci una risposta entro dieci giorni per poi sederci ad un tavolo di confronto che includa amministrazione, sindacati e azienda. Abbiamo illustrato i punti salienti della vertenza, ma su alcuni passaggi è sembrato sorpreso». Un “risultato interlocutorio” secondo Paolo Bruni di Filctem Cgil che sottolinea come sia emersa, da parte dei sindacalisti, la richiesta all'amministrazione di non procedere in nessun modo senza prima aver trovato un punto di incontro.

Una battaglia, quella dei dipendenti preoccupati per il proprio posto di lavoro, in lotta per il mantenimento della sede Gesam a Lucca e per la salvaguardia delle posizioni previdenziali, iniziata dopo la delibera approvata in Consiglio Comunale il 31 marzo 2015 in merito al piano di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie del Comune di Lucca, a cui solo i consiglieri Marco Martinelli e Mauro Macera avevano votato “no”. Da allora, Martinelli si è sempre battuto contro l’operazione di scissione, a partire dalla prima assemblea al centro “Le Vele” di San Donato. «Tambellini su Gesam smentisce quanto da lui sottoscritto nel programma del 2012 - dice Martinelli - dove si legge “Fatta eccezione per le società che gestiscono i principali servizi (acqua, rifiuti, gas, trasporti) occorrerà ricondurre a una sobria gestione in house, direttamente affidata alla struttura comunale, quei servizi pubblici che hanno senz'altro una rilevanza economica, ma la cui prestazione, per loro intrinseca caratteristica, non richiede alcun management di impresa. Invece il sindaco riporta “in house” i servizi di Gesam energia, mettendo a rischio i futuri investimenti con conseguenze negative sull'occupazione e sulle aziende locali dell’indotto. È in gioco il futuro della città: Gesam deve rimanere un patrimonio del nostro territorio».

Una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal sindaco Alessandro Tambellini. Che, dopo avere ribadito le ragioni che hanno portato l'amministrazione comunale a operare la scelta della scissione ha rassicurato i rappresentanti sindacali sul futuro dei lavoratori: «Comprendo la preoccupazione dei lavoratori ma mi sento di rassicurarli non in maniera generica, bensì sulla base di un comportamento che l'amministrazione ha tenuto fin qui, e che intende proseguire, in merito alla tutela del lavoro all'interno delle società partecipate. In questi anni di governo della città abbiamo infatti affrontato e portato avanti operazioni complesse nell'ambito delle società a partecipazione diretta del Comune, ma non abbiamo mai messo nessuno alla porta».

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