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«Gesam non ha futuro se non cede le quote»

«Gesam non ha futuro se non cede le quote»

L’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli spiega i retroscena dell’operazione con Toscana Energia. Addetti: nuovi assunti se sarà gestore unico

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LUCCA. Senza cedere le quote a Toscana Energia, Gesam non potrebbe partecipare alla gara per il gestore unico di ambito. Non potrebbe avere, in sostanza, un futuro. Al contrario, se riuscirà a diventare gestore unico, potrà addirittura aumentare il suo personale. Lo afferma Andrea Bortoli, amministratore unico di Lucca Holding, in merito all’operazione che riguarda Gesam spa.

Dottor Bortoli, nel condurre la a trattativa con l’azionista di minoranza, cioè Toscana Energia, il Comune sembra non essere consapevole della propria posizione di forza. Perché ?

«Oggi Toscana Energia possiede il 40% delle azioni di Gesam spa e per indurla a un accordo con Lucca Holding sul futuro di Gesam occorre che le rispettive aspettative siano tra loro compatibili. Chi ritiene che il Comune di Lucca possa facilmente imporre le proprie condizioni in un eventuale accordo con il socio privato non sa di cosa parla. È un po’ come se uno dei due coniugi volesse disporre in esclusiva dell’abitazione di famiglia, acquistata in comunione dei beni, per abitarla da solo con l’amante…».

Cosa intende dire?

«Da un punto di vista imprenditoriale, probabilmente Toscana Energia non ha alcun interesse a investire in una società di cui non controlla la maggioranza di voto: il Comune non le può imporre la firma di un accordo per aiutare Gesam a vincere la gara del gas. Se il Comune vuole che Gesam partecipi a tutti i costi alla gara, anche a dispetto di Toscana Energia, il conseguente impegno di capitale va tutto garantito con la finanza pubblica o con l’apporto di altri soci».

Di quali cifre si parla?

«Gesam è una società solida, ma nel suo bilancio compaiono debiti per 40 milioni di euro, a fronte di un attivo circolante di 35 milioni. Dato il valore corrente di una società del genere, per provocare il recesso dell’azionista che detiene il 40% del capitale sociale Gesam dovrebbe sborsare una cifra come due o tre decine di milioni. Inoltre, la società dovrebbe prepararsi, in caso di vittoria in gara, a rilevare da sola gli impianti di distribuzione controllati da altri gestori dell’ambito provinciale, con un prevedibile esborso di altri 70-80 milioni. Per dare un’idea, il bilancio del Comune di Lucca totalizza entrate per 80 milioni in un anno».

A Toscana Energia non converrebbe restare in Gesam con il Comune rimanendo azionista di minoranza?

«Cosa potrebbe farsene il Comune di Lucca del controllo di una società come Gesam se questa non potesse più contare su prospettive di continuità condivise tra i maggiori azionisti. È pur vero che in astratto i soci potrebbero accordarsi, anche ai loro massimi livelli, per il mantenimento di un determinato status-quo sui territori finora serviti da Gesam, affinchè “nulla cambi” nonostante la gara, ma esistono le norme anticorruzione».

Sul futuro di Gesam il dibattito fa emergere due diverse culture di impresa.

«Le vicende di Gesam vanno giudicate senza nostalgia per i fasti del passato. Stiamo uscendo a fatica da una crisi economico-finanziaria riacutizzatasi nel 2011, come conseguenza di un indebitamento eccessivo della pubblica amministrazione in senso lato. Occorre domandarsi se il Comune di Lucca può permettersi di aggiungere 100 milioni al suo indebitamento consolidato. Se non si può continuare ad “aggiungere” debito su debito, anche nei rapporti tra azionisti conviene forse mettere un freno ad ambizioni di primato, preoccupandosi che l’azienda mantenga serie prospettive di crescita senza perdere radicamento territoriale».

L’operazione societaria però fa percepire un timore reverenziale accentuato verso le strategie fiorentine, però.

«A chi gratuitamente dispensa consigli di maggiore intraprendenza, ricordo che un bravo imprenditore deve sempre avere il senso delle opportunità, ma anche quello dei suoi limiti. Le società partecipate sono state previste dal nostro ordinamento perché adatte a garantire servizi di rete efficienti e di qualità; la loro missione costituzionale non è fare profitti marginalizzando sulle fatture emesse a carico di utenze tipicamente locali, come quelle domestiche, commerciali, artigianali».

Riemerge più volte l’ipotesi di un’associazione di imprese tra Gesam e Toscana Energia che potrebbero partecipare insieme alla gara, mantenendo ciascuna la sua autonomia.

«Toscana Energia, partecipata da Italgas, ha tutti i requisiti per partecipare autonomamente a gare di ambito provinciale di distribuzione del gas. In casi come questo, sull’ipotesi di un investimento stabile, la sua associazione temporanea con altre imprese, soprattutto se ex monopoliste come Gesam spa, risulta vietata perché, si dice in gergo, obiettivamente sovrabbondante, dato che l’intesa avrebbe poche giustificazioni di carattere industriale, ma tradirebbe la volontà di una grande impresa di aggiudicarsi l’ambito senza troppo sforzo competitivo e potrebbe diventare discutibile sul piano concorrenziale, a quel punto col serio rischio per entrambe le imprese di venire escluse dalla procedura».

Gesam e Toscana Energia quindi sono condanate a gareggiare tra loro?

«Il dovere di rispettare le regole del libero mercato non può comportare, per una piccola società come Gesam spa, l’obbligo di lanciarsi in una competizione che riserva poche probabilità di successo. Che senso avrebbe imbarcarsi in un’avventura di gara quando sappiamo che nel cda di Gesam spa, competente a definire il contenuto della busta con l’offerta, siedono due rappresentanti di Toscana Energia?».

Quindi?

«Soprattutto nell’interesse dei lavoratori, mi pare l’unica seria alternativa alla possibile dissoluzione di Gesam, sia di accettare la disponibilità di Toscana Energia a conferirvi risorse a condizione di poterne ricevere il controllo. Occorre garantirsi contropartite che assicurino al territorio lucchese la continuità del presidio aziendale, oltre che una qualificata partecipazione dell’azionista pubblico, seppure di minoranza, a tutte le decisioni di rilievo per il futuro della società. Ma se i lavoratori non vedessero di buon occhio questa prospettiva, saremmo in tempo ad interrompere ogni trattativa».

Cosa rischia il personale di Gesam con la cessione di quote a Toscana energia?

«Niente. Semmai, nel caso in cui Gesam vincesse la gara nel 2017, la società dovrà aumentare il personale: da Lucca i tecnici dovranno andare in tutta la provincia a fare controlli».

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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