Il Tirreno

Lucca

La polizia contro il sindaco sulla sicurezza nella città

di Luca Tronchetti
La polizia contro il sindaco sulla sicurezza nella città

Il sindacato Siap sottolinea la mancanza di risposte ai tanti problemi logistici «Non riesce a risolvere il problema delle barriere architettoniche in questura»

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LUCCA. Alessandro Tambellini versione Rudolph Giuliani, primo cittadino di New York dal 1994 al 2001 diventato famoso per il suo modello politico basato sull'applicazione intransigente delle norme di pubblica sicurezza, convince poco le forze di polizia. Il sindacato Siap e il suo segretario provinciale Roberto Femia credono poco al concetto di «tolleranza zero» che vorrebbe far passare il primo cittadino dopo l’escalation di violenza (rapine e furti) che esaspera l’opinione pubblica. Per i poliziotti del Siap i vuoti di memoria del sindaco in materia di sicurezza pubblica sono molteplici: dall’eliminazione delle barriere architettoniche che impediscono l’accesso in questura ai diversabili ad una diversa e adeguata collocazione degli uffici della polizia visto che il palazzo di via Cavour è obsoleto.

«Questo sindacato - si legge nella nota del Siap - da anni cerca di attirare l'attenzione delle forze politiche locali sulla questura in quanto struttura decrepita e non in grado, per caratteristiche oggettive, di ospitare un centro operativo. Nonostante siano trascorsi trent’anni per ataviche carenze legate alle barriere architettoniche la questura di Lucca è costretta a vietare l'ingresso in quasi tutti gli uffici ai diversamente abili. La struttura non è funzionale per degli uffici di polizia, provoca un elevato spreco di personale che viene sottratto al controllo del territorio. Una struttura diversa permetterebbe di destinare gli uomini per il contrasto degli eventi criminosi di maggiore allarme sociale che si sono registrati in questa provincia negli ultimi anni.

«Qualche anno fa, quando l'attuale sindaco si è candidato, in campagna elettorale ha incontrato i rappresentanti del Siap. Ed è rimasto "stupefatto" dalla situazione logistica e soprattutto della presenza di tante barriere architettoniche. "Prometteva" un suo impegno, qualora fosse stato eletto per il trasferimento in una struttura adeguata. Ovviamente, dopo la sue elezione, questa non è stata più la sua priorità. Vi sono stati più incontri: ogni volta si sono avute rassicurazioni, l'ultima della quali, in autunno, quando il sindaco ha assicurato che prima delle feste di Natale avrebbe fatto sapere le iniziative intraprese. Ma ad oggi nulla».

«Tambellini - prosegue Femia - si preoccupa di apparire sulla stampa come colui che, svegliandosi da un lungo sonno, si accorge che la sua città è insicura, che si verificano una serie di reati predatorio, parlando di riforma di codice penale e edificazione di nuove carcere. Nella realtà , in tutti questi anni, non è riuscito neanche a "trasferire" la questura in una sede adeguata, ora pensa di riformare il codice e costruire nuove carceri. L'idea, condivisa da più soggetti istituzionali, era quella di destinare un padiglione dell'ex ospedale per la realizzazione della nuova questura. Sembra che tale progetto, allo stato, non si realizza per il non impegno del sindaco. I suoi concittadini si aspettano di recarsi in questura e trovare un struttura, non bella, ma funzionale e di vedere molti più poliziotti per le strade che possono essere "recuperati" solo attraverso una nuova sistemazione logistica della Questura oggi collocata in due strutture diverse con spreco di personale. Vorrei solo farle presente che in alcune stanze della Mobile ci piove dentro. Dia risposte concrete, supportate da atti e tempistica certa. Da oggi terremo aggiornata la stampa su ogni sviluppo e sulle iniziative che lei adotterà».

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