La protesta
Un migliaio di persone hanno incrociato il giovane di Chiesina
I dipendenti dei locali da lui frequentati hanno già seguito la profilassi consigliata. Un parente: «Domani sapremo di più»
CHIESINA UZZANESE. È in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Luca di Lucca il trentenne residente a Chiesina Uzzanese ricoverato giovedì per meningite di tipo C. Durante la nottata e nella giornata di ieri le sue condizioni sono rimaste però stabili, e questo fa ben sperare. «Secondo il quadro clinico la malattia non va avanti – dice un parente – in questi casi se non ci sono notizie vuol dire che sono buone notizie. Al ragazzo stanno depurando il sangue dalle scorie dell'infezione (la plasmaferesi, ndr), ed è in narcosi, in questo modo cioè tutte le sue energie sono concentrate contro la malattia. Dorme profondamente, ma tutta la sua famiglia è vicino a lui. E i medici e gli infermieri dell'ospedale stanno facendo tutto ciò che possono e anche di più per curarlo. Prima però delle prossime 72 ore non verrà sciolta la prognosi e quindi non si può sapere come andrà, ora non siamo in grado di avere certezze. Domenica (domani, ndr) nel primo pomeriggio avremo una situazione più chiara. Credo però che debba essere fatta una vaccinazione a tappeto per sconfiggere il batterio visto che i casi si stanno moltiplicando negli ultimi tempi. E a proposito di questo penso che i social network siano stati un canale molto utile per fare prevenzione e raggiungere tante persone, anche perché non sembra che il settore igiene e sanità pubblica dell'azienda sanitaria abbia dato informazioni ai medici di base della Valdinievole».
Questo tipo di meningite, spiegano alcuni medici, non ha comunque caratteristiche epidemiche, visto che non si sono verificati casi di contagio interumano, cioè tra persone che hanno avuto un contatto diretto (come familiari e amici stretti).
Bar Condicio di viale Quattro Novembre, cinema Excelsior di viale Verdi, discoteche Noir Bella Vita di via Ponte dei Bari e Grotta Maona, tutti a Montecatini (oltre al ristorante giapponese Oshii di Lucca e alla palestra NewGym di Altopascio): sono questi i luoghi pubblici frequentati dal giovane nella settimana tra martedì 5 e martedì 12 gennaio. Tantissime persone (si supera abbondantemente il migliaio) hanno incrociato il ragazzo anche se soltanto per pochi minuti. Non è psicosi collettiva, ma poco ci manca. A Montecatini non si parla d'altro.
«Quando è passato qui da noi (domenica 10, dalle 21,30 alle 22,30 e da mezzanotte alle 1,30, ndr) - spiegano dal Bar Condicio - il locale era tutto pieno. Sia nel primo che nel secondo turno, ci saranno state oltre 100 persone ai tavoli e in piedi nella veranda. Noi abbiamo saputo della notizia proprio dal Tirreno, e ci chiediamo come mai l'Asl non ci abbia avvertiti prima. Stamattina (ieri, ndr) tutti i dipendenti sono andati naturalmente a fare la profilassi».
Erano invece circa 200 gli spettatori del film “Quo Vado” di Checco Zalone, presenti in sala all'Exclesior alla proiezione delle 22,40 di domenica scorsa: «Le poltroncine non erano tutte occupate - affermano dal cinema - se capitava nel pomeriggio, ci potevano essere almeno 350 spettatori. Ci siamo confrontati con il medico, abbiamo fatto la profilassi e seguito le indicazioni segnalate. Noi a questo punto possiamo dare informazioni ai clienti, ma non credo ci sia alcun allarme».
Centinaia poi i giovani (è complicato avere un dato preciso) che hanno affollato le discoteche Grotta Maona e Noir Bella Vita, nelle serate di martedì 5, venerdì 8 e sabato 9 gennaio. Le direzioni dei locali fanno sapere come tutti i lavoratori, a rischio per l'età che va dai 20 ai 40 anni, abbiano assunto l'antibiotico per contrastare l'eventuale infezione.
E intanto sono moltissimi i messaggi di sostegno per il trentenne che in un letto di ospedale sta lottando da due giorni contro la meningite. “Forza, sei un guerriero”, “La vita ti ha voluto mettere a dura prova, ma te sei più forte e lo dimostrerai ancora una volta”, “Non arrenderti, fagli vedere chi sei”. E ancora: “Non mollare, tieni duro”, “Sei un combattente, sconfiggi anche questa e rialzati in piedi”, “Non ti vorrai mica far mettere ko da un inutile batterio maledetto”. In tanti restano con il fiato sospeso.
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