Il dolore
«Sulla questura è finito il tempo delle promesse»
Lucca: il segretario del sindacato di polizia Siap chiede al primo cittadino Tambellini di mantenere gli impegni presi
LUCCA. Assicurazioni tante, risultati nessuno: Roberto Femia, segretario provinciale del sindacato di polizia Siap interviene sul caso delle barriere architettoniche in questura.
«È facile dire “ora basta” “ è tempo di agire” – si legge nella nota del sindacalista – questa organizzazione sindacacale da anni cerca di attirare l’attenzione delle forze politiche locali sulla questura di Lucca, in quanto struttura decrepita e non in grado, per caratteristiche oggettive, di ospitare una questura nella sua operatività. Oltre 30 anni fa il tema dell’eliminazione delle barriere architettoniche era avvertitissimo, probabilmente non a Lucca e non per quanto riguarda la questura di Lucca. Nonostante siano trascorsi tanti anni, la questura di Lucca “vieta” l’ingresso, in quasi tutti gli uffici, ai diversamente abili. Estrema difficoltà si presenta anche a una mamma con un passeggino, visti i numerosi gradini che bisogna superare per accedere agli uffici. La struttura non è funzionale per degli uffici di polizia, provoca un elevato spreco di personale che viene sottratto al controllo del territorio. Una struttura diversa permetterebbe di destinare detto personale per il contrasto degli eventi criminosi di maggiore allarme sociale che si sono registrati in questa provincia negli ultimi anni».
«Qualche anno fa, quando l’attuale sindaco si è candidato in campagna elettorale ha incontrato questa organizzazione sindacale – continua Femia – lo stesso è rimasto “stupefatto” dalla situazione logistica e soprattutto della presenza di cosi tante barriere architettoniche, nonché della fatiscenza in cui versa la questura di Lucca. “Prometteva” un suo impegno, qualora fosse stato eletto, per il trasferimento in una struttura adeguata.Ovviamente, dopo la sua elezione, questa non è stata più la sua priorità. Vi sono stati più incontri tra i componenti della segreteria e il sindaco, ovviamente richiesti dal Siap. Ogni volta si sono avute rassicurazioni, l’ultima della quali, in autunno, quando il sindaco ha assicurato che prima delle festività natalizie avrebbe fatto sapere, in concreto, le iniziative intraprese. Ad oggi il sindaco di Lucca non si è fatto sentire. Si preoccupa di apparire sulla stampa come colui che, svegliandosi da un lungo sonno, si accorge che la sua città è insicura, che si verificano una serie di reati predatorio, parlando di riforma di codice penale e edificazione di nuovi carceri. Nella realtà, in tutti questi anni, non è riuscito neanche a “trasferire” la questura in una sede adeguata, ora pensa di riformare il codice e costruire nuovi carceri?».
«L’idea, peraltro condivisa da più soggetti istituzionali, era quella di destinare un padiglione dell’ex ospedale “campo di Marte” per la realizzazione della nuova questura. Sembra che tale progetto, allo stato, non si realizzi per il non impegno del sindaco – continua l’intervento, proseguendo con un appello diretto a Tambellini – sindaco, i suoi concittadini, ovvero coloro che l’hanno eletta, si aspettano di recarsi nella questura di Lucca e trovare una struttura non bella ma funzionale, e di vedere molti più poliziotti per le strade che possono essere “recuperati” solo attraverso una nuova sistemazione logistica della questura. Funzionale vuol dire anche risparmio di personale. Oggi che tanto si parla di percezione di insicurezza , di criminalità diffusa, la questura di Lucca e dislocata in due diverse strutture, inadeguate, dove si spreca il doppio di personale per la vigilanza. Una struttura adeguata e funzionale permetterebbe di recuperare molti agenti che possono essere impiegati per la sicurezza dei “suoi” cittadini. Invece, tante promesse, qualche “spot” giornalistico, e gli anni passano e lei continua a mantenere una struttura dove i suoi concittadini, in particolar modo quelli diversamente abili, non possono entrare; una mamma con un passeggino ha grande difficoltà, la struttura cade a pezzi, i cancelli si bloccano spesso e volentieri, in alcune circostanze piove nei corridoi della squadra mobile. La preghiamo di non prendere più in giro i poliziotti lucchesi e i suoi concittadini, ci dia risposte concrete, supportate da atti e con una tempistica certa. Ci risponda pure, risponda sui quotidiani. Da oggi terremo aggiornata la stampa su ogni sviluppo e sulle difficolta che incontreremo e soprattutto sulle sue iniziative che lei adotterà o non adotterà».
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