Il Tirreno

Lucca

Sei bimbi esclusi dalla mensa scolastica esposto dei genitori

L’Asl però ha ribadito la prescrizione: «Nei refettori non si possono consumare cibi portati da casa propria»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il Comune è fermo: i cibi portati da casa dagli alunni non possono essere consumati nel refettorio dove si consumano i pasti della mensa.

È la risposta all’esposto recapitato in municipio dal comitato La Scuola che Vogliamo. Lo stesso esposto è stato inoltrato dallo stesso comitato alla Procura della Repubblica (e per conoscenza anche all’amministrazione) riguardo al fatto che nei giorni di lunedì 11 e martedì 12 gennaio un gruppo di sei bambini che alla scuola primaria Pascoli di Saltocchio hanno potuto consumare il pasto solo dopo essere tornati in classe e non nel refettorio insieme agli altri alunni. Comportamento, questo, che il comitato segnala come discriminatorio nei confronti dei bambini e strumentale, al fine di intimidire i genitori degli stessi.

Fermo restando il ruolo di accertamento della Procura, l’amministrazione spiega in una nota che «nell’ottica di chiarire agli utenti del servizio di ristorazione scolastica le regole che disciplinano l’accesso ai locali di refezione, ribadiamo quanto più volte affermato», E rende noto il parere fornito nuovamente «dall’Asl e richiesto in maniera formale dal Comune il 13 gennaio, in seguito a quanto concordato in una riunione congiunta alla presenza dei dirigenti degli Istituti comprensivi di Lucca».

«L’Unità funzionale Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell’Asl afferma - spiega il Comune - che la responsabilità della refezione scolastica è del soggetto cui è affidato il servizio. È dunque la ditta, sostiene la Asl, che valuta la possibilità di introdurre nel refettorio cibi diversi da quelli preparati e che stabilisce la possibilità o meno di utilizzare gli stessi locali per usi diversi dalla refezione scolastica. Le procedure stabilite dalla ditta “sono dunque norme”, scrive l’Asl, ed è compito degli organismi di controllo accertare che esse siano rispettate».

L'amministrazione sostiene che «poiché attualmente nel piano di autocontrollo realizzato dalla ditta ai sensi del regolamento comunitario 852/2004 e in base al capitolato speciale d'appalto si stabilisce che nei locali adibiti a refezione degli istituti scolastici non è consentito introdurre alimenti di qualsiasi genere eccetto quelli forniti dal gestore stesso, questa è la regola a cui è necessario attenersi».

Da parte sua il comitato ribadisce che «non c'è una legge che vieti l'introduzione di cibo esterno nei locali della mensa». Su questo punto insistono molto i genitori del comitato La scuola che vogliamo, rispondendo al parere dell'Asl richiesto dal comune sull'argomento. «Vogliamo chiarire un aspetto - dicono i genitori -. Il rifiuto dell'amministrazione sul pasto da casa è dato da un solo elemento: il piano di autoregolamentazione della Del Monte (ditta che gestisce la ristorazione scolastica, ndr), che vieta l'introduzione nei locali della mensa di pasti diversi da quelli preparati e sporzionati da loro stessi. La Del Monte si tutela, sia per la preparazione dei pasti, sia per le questioni legate all'igiene. Detto questo, però, va sottolineato come la normativa europea 852/04 non proibisca niente in proposito. È il Comune che deve dare l'input alla Del Monte affinché modifichi il piano di autoregolamentazione». (n.d.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa