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Ruba carta sui piazzali: ladro noto ma impunito

Ruba carta sui piazzali: ladro noto ma impunito

Raccontano i titolari di alcune industrie derubate della Piana e della Valle «L’uomo è stato ripreso dalle telecamere ma continua ad agire indisturbato»

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CAPANNORI. Cinque furti in due mesi, l’ultimo appena pochi giorni fa. È ’ una situazione difficile quella che stanno attraversando alcune aziende cartarie lucchesi, come la Royalcarta di Salanetti o la Lucart di Diecimo, che si sono ritrovate, negli ultimi tempi, a essere prese di mira da ladruncoli di materiale cartario di uso domestico. Una lunga catena di colpi tutto sommato neppure non inusuale per il settore, i cui stabilimenti spesso si trovano in zone distanti dalle abitazioni e poco frequentate di notte. Ciò che rende a suo modo unica e paradossale la serie di eventi è il fatto che le aziende in questione già dal 22 novembre sarebbero perfettamente a conoscenza dell’identità del loro ladro seriale, più volte – a partire da quella data – ripreso dalle telecamere di sicurezza a volto scoperto, con la targa del suo veicolo in bella vista, mentre con comodo forza le porte di ingresso dei magazzini e si rifornisce del materiale stoccato in attesa di essere venduto.

Una dabbenaggine tale da aver probabilmente suscitato ilarità nei dipendenti delle ditte colpite, fiduciosi di riuscire facilmente a incastrare il soggetto grazie alle prove schiaccianti. Peccato che tale sorriso si sia presto tramutato in incredulità: il malvivente, infatti, un residente di Segromigno ben noto alle forze dell’ordine, nonostante la lunghissima lista di episodi e processi in corso pare non possa essere in alcun modo fermato. «La storia ha dell’incredibile – si sfoga l’amministratore delegato di Royalcarta Giacomo Bruschini – quest’individuo ha per ben due volte forzato l’ingresso del nostro magazzino, facendo ogni volta almeno quattro viaggi avanti e indietro col proprio furgone, trafugando circa 6.000 euro di prodotti. Ciononostante ci è stato detto che il massimo che può rischiare, a fronte delle prove inequivocabili che lo inchiodano, è un mese di arresti domiciliari. Intanto però il furfante non si dà per vinto e continua imperterrito a ripulire le cartiere senza che nessuno possa fare qualcosa per impedirlo».

Il ladro gode infatti di una lunga serie di circostanze attenuanti, risultando contemporaneamente indigente, disoccupato e con famiglia a carico. Tutti elementi che, sommati l’uno all’altro si risolverebbero nella pratica in una sorta di impunità garantita per legge. Una ben singolare licenza che a quanto pare il ladro ha intenzione di sfruttare pienamente fino quando gli sarà possibile, cioè fino al momento in cui il proverbialmente lento sistema giudiziario italiano non spiccherà la pena della detenzione domiciliare.

Andrea Giorgi

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