Il Tirreno

Lucca

Migranti intossicati finiscono in ospedale

di Chiara Lammari Gianni Parrini
Migranti intossicati finiscono in ospedale

Ospiti nei locali della parrocchia di Boveglio, sistemano la brace in camera e si addormentano senza spegnerla

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VILLA BASILICA. Poteva trasformarsi in una tragedia quanto accaduto la notte scorsa nella canonica di Boveglio (Villa Basilica) che ospita, da ormai diversi mesi, 14 ragazzi richiedenti asilo attraverso la cooperativa sociale Coinf. Tre di loro, a causa del freddo pungente (la caldaia era andata in blocco) hanno pensato di scaldarsi allestendo nella loro camera un braciere artigianale che però ha rischiato di soffocarli: «I giovani – raccontano gli impiegati della struttura – hanno portato in stanza dei tizzoni ardenti e si sono addormentati senza pensare di spegnerli. Le finestre erano chiuse, la porta pure e di conseguenza l’aria respirabile con il passare delle ore è venuta a mancare». Ad accorgersi di quanto stava accadendo, dalle prime ricostruzione, sarebbe stato un altro ospite della cooperativa che, svegliatosi verso le 5 per pregare, si è reso conto che qualcosa non andava. «È stato Mbaye a dare l’allarme – spiegano al centro – proprio mentre stavano arrivando anche gli impiegati addetti alla colazione». Per prima cosa sono state spalancate le finestre, poi i ragazzi hanno bagnato i volti dei compagni privi di conoscenza con asciugamani e canovacci umidi; nel frattempo sono stati allertati i mezzi di soccorso. Sul posto, poco dopo, sono arrivate tre ambulanze che hanno trasportato i giovani all’ospedale San Luca di Lucca, dove sono stati ricoverati e raggiunti dalla coordinatrice della struttura. Anche i carabinieri ed i vigili del fuoco hanno visitato la canonica durante la mattinata per accertare le causa dell’incidente: «Sono stati controllati dalle forze dell’ordine tutti gli impianti ed è stata esclusa la presenza di fughe di gas o altri problemi – affermano i dipendenti della cooperativa sociale –. Quanto è accaduto è da addebitarsi al braciere».

I tre giovani ricoverati (che hanno tra i 19 ed i 22 anni) provengono dal Senegal come la maggior parte degli ospiti del complesso: dei 14 richiedenti asilo, solo 2 risultano avere origini nigeriane. «Non so cosa volessero fare – spiega Pierluigi Ansaldi, socio della cooperativa – Ma di certo ci siamo presi un bello spavento: potevano dare fuoco a tutto l’edificio. È stata mia sorella, allertata da un altro ospite della struttura, a dare l’allarme quando è arrivata per preparare le colazioni. Gli ospiti della canonica sono qui da ormai sette mesi e fanno lavori socialmente utili. Sono seguiti da 4 dipendenti della cooperativa che arrivano il mattino presto e se ne vanno a tarda sera. Problemi alla struttura? Non ci risulta. La canonica è stata ristrutturata di recente: ci sono otto stanze, una salone e un tinello. E il riscaldamento a legna». «Il livello dell’accoglienza qui è molto alto – conferma il sindaco di Villa Basilica Giordano Ballini – Credo sia stata una leggerezza commessa da questi ragazzi».

Per fortuna la situazione si è risolta senza tragedie: nel pomeriggio due dei ragazzi ricoverati sono stati dimessi dall’ospedale, mentre il terzo rimarrà nella struttura il tempo necessario a una completa guarigione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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